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Il credito d’imposta è pari al 25% delle spese, nel limite massimo complessivo delle risorse

Nel Ddl. di conversione del DL “Sostegni-bis”, sono stati introdotti alcuni nuovi crediti d’imposta. Il credito d’imposta per le attività di formazione professionale di alto livello ed è riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano, che effettuano spese per attività di formazione professionale di alto livello nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020 (2021, per i soggetti “solari”).
Il credito d’imposta è pari al 25% delle spese, nel limite massimo complessivo delle risorse pari a 5 milioni di euro per il 2021.

Sono agevolabili le spese sostenute, fino all’importo massimo di 30.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria, relative al costo aziendale del dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività di formazione:

  • attraverso corsi di specializzazione e di perfezionamento di durata non inferiore a sei mesi, svolti in Italia o all’estero;
  • negli ambiti legati allo sviluppo di nuove tecnologie e all’approfondimento delle conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale “Industria 4.0” (quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, sicurezza cibernetica, sistemi cyberfisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo-macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali).

Tale credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’IRAP ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello.
Sempre in tema di formazione viene riconosciuto un credito d’imposta alle imprese (in precedenza era invece riconosciuto ai soggetti pubblici e privati) che sostengono finanziariamente, tramite donazioni effettuate nell’anno 2021 o nell’anno 2022, nella forma di borse di studio, iniziative formative finalizzate allo sviluppo e all’acquisizione di competenze manageriali, promosse da università pubbliche e private, da istituti di formazione avanzata o da scuole di formazione manageriale pubbliche e private.

Il credito d’imposta è riconosciuto fino al 100% per le piccole e micro imprese, fino al 90% per le medie imprese e fino all’80% per le grandi imprese dell’importo delle donazioni effettuate fino all’importo massimo di 100.000 euro ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24.

Possono beneficiare del contributo "alternativo" o contributo per le attività stagionali  i soggetti:
- che svolgono attività d'impresa, arte o professione o producono reddito agrario, titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato;
- con ricavi/compensi 2019 non superiori a 10 milioni di euro.
Requisito del calo del fatturato
Il contributo a fondo perduto per le attività stagionali, alternativo a quello automatico, spetta a condizione, tra l'altro, che l'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dall'1.4.2020 al 31.3.2021 sia inferiore almeno del 30% rispetto all'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dall'1.4.2019 al 31.3.2020.
Pertanto, per essere ammessi a richiedere il contributo Sostegni-bis per attività stagionali, tutti i soggetti IVA devono possedere il suddetto requisito del calo minimo del fatturato.
Importo minimo del contributo spettante - Esclusione
Non è previsto un importo minimo spettante.
Modalità e termini di presentazione dell'istanza
L'istanza deve essere presentata all'Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario, in via telematica:
- dal 5.7.2021 al 2.9.2021, mediante il servizio web disponibile nel portale "Fatture e corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate
- dal 7.7.2021 al 2.9.2021 attraverso l'applicativo "Desktop telematico".
I soggetti obbligati alla presentazione delle comunicazioni di liquidazione periodica IVA che intendono presentare l'istanza devono preventivamente aver presentato la comunicazione di liquidazione periodica IVA relativa al primo trimestre dell'anno 2021.
Aiuti di Stato
Oltre ai dati generali e a quelli legati ai requisiti richiesti, nell'istanza deve essere compilata un'apposita sezione dedicata alla dichiarazione sostitutiva di atto notorio, per attestare il possesso dei requisiti previsti per la sezione 3.1 e/o per la sezione 3.12 del Quadro temporaneo aiuti di Stato.
Qualora con il contributo "alternativo" attività stagionali richiesto nell'istanza il richiedente superi il limite massimo di aiuti di Stato, occorre indicare nell'apposita sezione il minor importo richiesto per evitare il superamento del limite massimo di aiuti di Stato.
Il soggetto richiedente inoltre:
- deve compilare nel quadro A l'elenco degli aiuti di Stato da lui ricevuti, specificando per ciascuno se l'ha ricevuto;
- qualora faccia parte di un'impresa unica, deve indicare nel quadro B l'elenco dei codici fiscali di tutti i soggetti facenti parte dell'impresa unica.
Erogazione del contributo
L'Agenzia delle Entrate eroga il contributo a fondo perduto:
- sulla base delle informazioni contenute nell'istanza o in relazione al minor importo eventualmente indicato nel riquadro "Minor importo richiesto" a seguito della dichiarazione di non superamento dei limiti degli aiuti di Stato per effetto del contributo stesso, diminuito dell'importo del contributo "automatico";
- mediante la modalità scelta nell'istanza, vale a dire con accredito diretto sul conto corrente bancario o postale corrispondente all'IBAN indicato nell'istanza o sotto forma di credito d'imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione mediante il modello F24.

L'acquisto di software che consentono di ridurre i contatti tra il personale e i clienti negli alberghi e nei ristoranti è agevolabile con il credito d'imposta adeguamento.

È agevolabile l’acquisto della licenza di utilizzo di un software di gestione alberghiera utilizzabile ovunque si disponga di una connessione a internet (con gestione in cloud e non su postazione fissa), che consente:
 

  1. alla clientela e al personale di effettuare il check in e il check out e le altre operazioni di front-office reception a distanza, evitando il contatto col personale all’arrivo in struttura e in partenza;
  2. al personale dipendente di poter lavorare da remoto in modalità smart working e di gestire diverse strutture ricettive a distanza contemporaneamente.

 

Sono inoltre agevolati i software da utilizzare nei ristoranti finalizzati alla dematerializzazione dei menu, nonché alla gestione delle comande a distanza e dell’asporto da remoto.
Restano, invece, escluse le spese relative all’acquisto degli hardware che non risultano parte integrante e indispensabile per l’uso dei programmi acquistati.

 

È inoltre escluso l’acquisto di software che consentono di ottimizzare la vendita on line dei servizi offerti alla clientela, non essendo indispensabili per garantire lo svolgimento in sicurezza dell’attività lavorativa.

Martedì, 13 Luglio 2021 07:18

Isa, prorogati i versamenti al 15 settembre

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I termini per pagare le imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, dell’Irap e dell’Iva, a saldo 2020 e primo acconto per il 2021, che scadono dal 30 giugno al 31 agosto 2021, sono prorogati al 15 settembre 2021. La ultima versione del differimento dei versamenti per i contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) con l’emendamento al decreto Sostegni-bis approvato in commissione.

La nuova riformulazione della norma cancella la possibilità di eseguire i versamenti con lo 0,40% perché interviene direttamente sulla disposizione che prevede il pagamento con lo 0,40% in più entro 30 giorni dal termine ordinario.

La proroga, che allunga al 15 settembre 2021 i termini dei pagamenti in scadenza ordinaria dal 30 giugno al 31 agosto 2021, riguarda i contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) e gli altri “collegati” agli Isa, quali, ad esempio, i soci di società di persone e quelli delle società a responsabilità limitata in trasparenza o i collaboratori di imprese familiari, nonché i contribuenti forfettari e i minimi. Restano fermi gli ordinari termini del 30 giugno o dal primo al 30 luglio 2021 con lo 0,40% per gli altri contribuenti.

Lo spostamento al 15 settembre 2021, dei pagamenti che scadono dal 30 giugno al 31 agosto, può anche riguardare il saldo annuale Iva per il 2020, che può essere versato entro i termini previsti per i pagamenti dei Redditi 2021, per il 2020, applicando la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo 2021.

I contribuenti Iva possono, ad esempio:

• avere versato il saldo Iva entro il 16 marzo 2021 in unica soluzione;

• rateare l’Iva a saldo 2020 e non rateare uno o più dei versamenti dei Redditi 2021.

Per il pagamento del saldo annuale Iva differito, è dovuta la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successiva al 16 marzo 2021 e per la rateazione sono dovuti gli interessi dello 0,33% mensile.

Resta fermo che, in caso di compensazione di debiti con i crediti dei Redditi 2021, se i crediti superano i debiti, la maggiorazione dello 0,40% non è dovuta, nemmeno per lo spostamento del saldo Iva dal 16 marzo 2021. Se l’importo a debito del saldo Iva 2020 è superiore ai crediti dei Redditi, lo 0,40% si applica sulla differenza.

 

Infine, i differimenti interessano anche la rivalutazione di terreni e quote. Viene, infatti, prorogato dal 30 giugno 2021 al 15 novembre 2021 il termine per il versamento dell’imposta sostitutiva per la rivalutazione dei terreni e delle quote di partecipazione detenuti alla data del primo gennaio 2021. Il nuovo termine del 15 novembre 2021 vale anche per la redazione e il giuramento della perizia

È necessario utilizzare strumenti di pagamento collegati ai registratori telematici

Nell’ambito DL 99/2021 sono state introdotte alcune disposizioni in merito a crediti d’imposta legati all’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici.

Anzitutto, viene incrementata la misura prevista per il credito d’imposta, introdotto nel 2019 al 30%, riconosciuto agli esercenti per le commissioni addebitate in relazione ai pagamenti elettronici ricevuti da privati.
Tale agevolazione, spetta agli esercenti attività d’impresa, arti e professioni, a condizione che nell’anno d’imposta precedente abbiano avuto ricavi e compensi di ammontare non superiore a 400.000 euro. Il credito d’imposta spetta sulle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate o altri mezzi di pagamento, per le sole commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali

Il nuovo DL 99/2021, prevede ora che per le commissioni maturate nel periodo dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022 il credito d’imposta è incrementato al 100% (in luogo del precedente 30%) delle commissioni, nel caso in cui gli esercenti attività di impresa, arte o professioni, che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizio nei confronti di consumatori finali, adottino strumenti di pagamento elettronico per  registratori telematici che consentono la trasmissione telematica dei corrispettivi.

Il decreto reca un nuovo credito d’imposta per l’acquisto, il noleggio o l’utilizzo di strumenti che consentono forme di pagamento elettronico e per il collegamento con i registratori telematici.

In particolare, agli esercenti attività di impresa, arte o professioni che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizio nei confronti di consumatori finali e che, tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022, acquistano, noleggiano o utilizzano strumenti che consentono forme di pagamento elettronico collegati ai registratori telematici spetta un credito di imposta parametrato al costo di acquisto, di noleggio, di utilizzo degli strumenti stessi, nonché delle spese di convenzionamento ovvero delle spese sostenute per il collegamento tecnico tra i predetti strumenti.

Il credito d’imposta spetta nel limite massimo di spesa per soggetto di 160 euro, nelle seguenti misure:
- 70% per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro;
- 40% per i soggetti con i suddetti ricavi e compensi superiori a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro;
- 10% per i soggetti con i suddetti ricavi e compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

I crediti d’imposta sono utilizzabili esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, successivamente al sostenimento della spesa, e devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.

Allo scopo di velocizzare e ridurre i tempi di concessione dell’esonero contributivo della L. 178/2020 è opportuno che i possibili beneficiari facciano richiesta per la verifica della regolarità contributiva attraverso la procedura “Durc on line”.
 

La citata disposizione ha introdotto un esonero contributivo, limitatamente all’anno 2021, in favore dei lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’INPS, professionisti della Gestione separata e professionisti iscritti alle relative casse.
I criteri e le modalità operative dell’esonero sono state definite dal Ministro del Lavoro il 7 maggio 2021, ma è ancora in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il ritardo nella pubblicazione del decreto ha indotto alcune casse a rivedere le proprie scadenze contributive (ad esempio, l’ENPACL e la CNPADC) e l’INPS a comunicare, dietro nulla osta da parte del Ministero del Lavoro, il differimento di alcuni termini di versamento che, in base al testo del decreto, possono essere oggetto di esonero.
In particolare, proprio nell’attesa della definizione dell’iter di pubblicazione del decreto, l’Istituto ha comunicato il differimento della 1° rata dei contributi previdenziali dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali nonché del primo acconto 2021 dovuto dagli iscritti alla Gestione speciale artigiani e commercianti e dai professionisti della Gestione separata (interessati all’esonero in argomento).

È stata differita anche la 1° rata della contribuzione dovuta dai lavoratori agricoli autonomi, la cui scadenza è fissata per il prossimo 16 luglio. Tuttavia, rimangono alcuni dubbi circa l’ambito applicativo del differimento, ovverosia se per tutti gli iscritti o i potenziali beneficiari degli esoneri contributivi introdotti, per il periodo di competenza 2021, dalla normativa emergenziale.

In ragione del ritardo nella pubblicazione del decreto e nella conseguente messa a disposizione delle procedure di richiesta dell’esonero e tenuto conto dell’approssimarsi della scadenza fissata al 31 luglio 2021 per la presentazione delle domande (per i lavoratori iscritti all’INPS), l’Istituto previdenziale ha ritenuto opportuno segnalare la possibilità di procedere alla richiesta di verifica della regolarità contributiva per i soggetti interessati all’esonero. Ciò garantisce di snellire le procedure e velocizzare l’eventuale gestione del processo di regolarizzazione in caso di esito negativo della verifica.
Il DURC così richiesto potrà essere utilizzato dall’Istituto previdenziale nell’ambito del procedimento di concessione dell’esonero, consentendo una riduzione dei tempi di riconoscimento dello stesso.

Venerdì, 02 Luglio 2021 07:49

Il forfettario che «rinuncia» al reverse charge

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In quali sanzioni incorre un contribuente forfettario iscritto al Vies (Vat information exchange system, sistema elettronico di scambio dati sull’Iva), che ha effettuato acquisti di beni sotto la soglia di 10.000 euro e ha ricevuto fatture in reverse charge, nel caso di mancato versamento dell’Iva in Italia? Oltre a quella del 30% relativa all’omesso versamento dell’imposta, si applicano anche sanzioni relative al reverse charge e/o alla detrazione indebita?

In questo caso trova applicazione la sanzione nella misura pari al 90% dell’Iva non assolta. La sanzione citata “assorbe” quella prevista per l’omesso versamento. Si specifica che il forfettario che acquista beni di valore inferiore a 10mila euro non è tenuto ad applicare il regime del “reverse charge”. Nel caso esposto il problema sta nel fatto che l’acquirente si è presumibilmente qualificato come soggetto passivo agli occhi del fornitore, fornendo il proprio numero di partita Iva, tant’è che il fornitore Ue ha emesso fatture in regime di “reverse charge”.

Così facendo, il forfettario ha esercitato l’opzione per l’attivazione dell’imposta, rinunciando all’esonero previsto dalla norma.

Mercoledì, 30 Giugno 2021 19:33

Contributi coronavirus a rischio se non indicati nel quadro RS

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La mancata indicazione nel modello REDDITI 2021 dei contributi a fondo perduto percepiti non comporta l’applicazione di sanzioni sotto il profilo fiscale, ma potrebbe determinare l’illegittimità della fruizione del contributo. In tal senso si è espresso il Ministero dell’Economia e delle finanze in merito alla semplificazione degli adempimenti relativi all’inserimento nella dichiarazione dei redditi dei contributi e bonus ricevuti per fare fronte alla crisi pandemica.

La questione riguarda i contribuenti che, con riferimento al modello REDDITI 2021, devono indicare in più quadri (es. RS, RU, RF, RG) i contributi a fondo perduto e i crediti d’imposta ricevuti ed erogati per far fronte alle difficoltà economiche correlate all’emergenza epidemiologica.

Posto che tali aiuti sono esenti da tassazione per espressa previsione normativa e che l’Agenzia sarebbe già in possesso delle informazioni a esse relative, è stato chiesto se, in caso di errori del contribuente, è previsto un azzeramento o una riduzione delle sanzioni, ovvero un’automatica integrazione dei dati mancanti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Con riferimento ai quadri RF, RG e RE, il MEF afferma che l’indicazione degli importi dei contributi a fondo perduto nelle dichiarazioni dei redditi dei beneficiari, con appositi codici, è finalizzata a garantire la non concorrenza alla determinazione del reddito dei predetti contributi.

Nel quadro RU vanno poi indicate le misure agevolative concesse sotto forma di credito d’imposta, contraddistinte da appositi codici, indicando informazioni che non sono a conoscenza dell’Agenzia delle Entrate.

La mancata indicazione dell’importo dei contributi percepiti, non arrecando alcun pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo dell’Agenzia e non incidendo sulla determinazione della base imponibile o dell’imposta, non comporta, relativamente a tali profili, alcuna conseguenza per i beneficiari degli stessi (neppure di tipo sanzionatorio). Pertanto, nessuna sanzione viene prevista in caso di mancata indicazione nel modello REDDITI 2021 dei contributi percepiti.

Tuttavia, il MEF, ribadendo quanto riportato nelle istruzioni alla compilazione del quadro RS, afferma che “l’inadempimento degli obblighi di registrazione (...) determina l’illegittimità della fruizione dell’aiuto individuale”. Si ricorda che nel caso di errori nella compilazione del prospetto, l’Agenzia ha previsto la possibilità di presentare una dichiarazione integrativa con indicazione dell’importo corretto, applicando la sanzione in misura fissa.

Martedì, 29 Giugno 2021 07:57

La trasmissione tardiva al Sistema tessera sanitaria

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È applicabile il ravvedimento per il tardivo invio, al Sistema tessera sanitaria, di dati riguardanti spese sanitarie. L’obbligo di trasmissione telematica di dati delle spese sanitarie e veterinarie, infatti, è stato imposto da una legge tributaria al fine di favorire l’operatività della dichiarazione dei redditi precompilata. Pertanto, in considerazione della natura fiscale dell’adempimento, è possibile sanare le corrispondenti violazioni mediante l’istituto del ravvedimento operoso.

Con riferimento alle sanzioni applicabili, si sottolinea che – in caso di omesso, tardivo o errato invio dei dati di spesa sanitaria al Sistema tessera sanitaria da parte dei professionisti sanitari interessati dall’adempimento – si applica la sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un massimo di 50.000 euro. Nei casi di errata comunicazione dei dati, la sanzione non si applica se la trasmissione dei dati corretti è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza, oppure, in caso di segnalazione da parte dell’agenzia delle Entrate, entro i cinque giorni successivi alla segnalazione stessa.

Se la comunicazione è correttamente trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza prevista, la sanzione pari a 100 euro è ridotta a un terzo, con un massimo di 20.000 euro.

Infine, per le trasmissioni effettuate nel primo anno di applicazione dell’obbligo, le suddette sanzioni non si applicano in caso di “lieve tardività” nella trasmissione dei dati, oppure – qualora si sia in presenza di errata trasmissione dei dati stessi – «se l’errore non determina un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata».

Venerdì, 25 Giugno 2021 10:43

Bonus sanificazione 2020 nel modello REDDITI 2021

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Il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, introdotto a fronte dell’emergenza epidemiologica, deve essere indicato nei modelli REDDITI 2021.

Il credito d’imposta spetta alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che hanno presentato apposita domanda all’Agenzia delle Entrate. La comunicazione delle spese ammissibili doveva essere presentata dal 20 luglio al 7 settembre 2020

In particolare, va compilata la sezione I del quadro RU del modello REDDITI 2021, indicando, con il codice credito “H9”, il credito d’imposta riconosciuto per le spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Al fine di garantire il rispetto del limite di spesa, ora pari a 603 milioni di euro, dopo aver ricevuto le comunicazioni delle spese ammissibili con l’indicazione del credito teorico, l’Agenzia delle Entrate ha determinato la quota percentuale dei crediti effettivamente fruibili, in rapporto alle risorse disponibili, in misura pari al 47,1617%.
L’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile è quindi pari al credito d’imposta risultante dall’ultima comunicazione validamente presentata entro il 7 settembre 2020 (60% delle spese, con limite massimo del credito pari a 60.000 euro) moltiplicato per la suddetta percentuale, troncando il risultato all’unità di euro.
Ciascun beneficiario può comunque visualizzare il credito d’imposta fruibile tramite il proprio cassetto fiscale.

Quanto alle modalità di utilizzo, il credito d’imposta può essere: utilizzato direttamente, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese (per i soggetti “solari” 2020, modello REDDITI 2021) o in compensazione nel modello F24 (codice tributo “6917”); ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, compresi istituti di credito o altri intermediari finanziari.

Occorre altresì ricordare che il credito d’imposta sanificazione non concorre alla formazione del reddito d’impresa e dell’IRAP.

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