BLOG
Notizie

Notizie (78)

Lunedì, 10 Maggio 2021 20:11

Contributo a fondo perduto per start up

Scritto da

Le imprese che hanno attivato la partita IVA nel 2018 e iniziato l’attività nel 2019 - Riconoscimento di un contributo di 1.000 euro.

Nell’ambito del maxiemendamento del DL Sostegni, per l’anno 2021, viene riconosciuto un contributo a fondo perduto pari a 1.000 euro alle imprese che hanno attivato la partita IVA nel 2018 ma hanno iniziato l’attività nel 2019, soggetti finora esclusi dai contributi.

In particolare, il contributo è riconosciuto ai soggetti titolari di reddito d’impresa che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, e la cui attività d’impresa è iniziata nel corso del 2019 in base alle risultanze del Registro delle imprese tenuto presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.

La norma dispone inoltre che Il contributo è riconosciuto a condizione che l'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 non sia inferiore almeno del 30 per cento rispetto all'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019.

Viene inoltre previsto che il contributo di 1.000 euro sia riconosciuto purché siano rispettati gli altri requisiti e condizioni previsti dall’art. 1 del DL 41/2021 (es. ricavi non superiori a 10 milioni di euro).

In merito all’accesso a tale contributo, occorrerà attendere un decreto ministeriale. Viene infatti previsto che con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze saranno stabiliti i criteri e le modalità di attuazione di tali disposizioni, anche ai fini del rispetto del limite di spesa (fissato in misura pari a 20 milioni di euro per l’anno 2021).

Dal 1° aprile è possibile registrarsi ai nuovi regimi opzionali denominati “One Stop Shop” e “Import One Stop Shop” sul sito dell’agenzia delle entrate per la trasmissione dei dati delle operazioni di commercio elettronico.

L’entrata in vigore dei regimi OSS/IOSS, posticipata al 1° luglio 2021, introducono un sistema europeo di assolvimento dell’IVA, centralizzato e digitale, che, ampliando il campo di applicazione del MOSS (concernente solo i servizi elettronici, di telecomunicazione e di teleradiodiffusione) ricomprende le seguenti transazioni:

  • vendite a distanza di beni importati da territori terzi o Paesi terzi (ad eccezione dei beni soggetti ad accise) effettuate da fornitori o tramite l'uso di un'interfaccia elettronica
  • vendite a distanza intracomunitarie di beni effettuate da fornitori o tramite l'uso di un'interfaccia elettronica
  • vendite nazionali di beni effettuate tramite l'uso di un'interfaccia elettronica
  • prestazioni di servizi da parte di soggetti passivi non stabiliti nell'UE o da soggetti passivi stabiliti all'interno dell'UE ma non nello Stato membro di consumo a soggetti non passivi (consumatori finali).

Dal 1° luglio 2021 l'IVA sarà dovuta su tutti i beni commerciali importati nell'UE indipendentemente dal loro valore. Di conseguenza è stato creato un regime speciale per le vendite a distanza di beni importati da territori terzi o paesi terzi nell'UE per agevolare la dichiarazione e il pagamento dell'IVA dovuta sulla vendita di beni di valore modesto.

Per maggiori informazioni non esitate a contattarci!

L’Agenzia delle Entrate il 30 aprile 2021, ha chiarito che le somme erogate a titolo di rimborso spese in favore dei dipendenti che svolgono la propria attività lavorativa in modalità agile devono essere escluse da imposizione in quanto non costituiscono reddito di lavoro dipendente.

Il quesito è stato formulato da una società intenzionata a sottoscrivere un accordo sindacale di secondo livello o aziendale volto a regolare il trattamento economico e normativo dei propri dipendenti e di quelli appartenenti al medesimo gruppo, concedendo una somma a titolo di rimborso spese finalizzato a tenerli indenni dalle spese che dovranno sostenere per ragioni lavorative quando lavoreranno in smart working presso la propria abitazione.

Ai sensi dell’art. 51 comma 1 del TUIR, costituiscono reddito di lavoro dipendente tutte le somme e i valori in genere, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro pertanto, tutte le somme che il datore di lavoro corrisponde al lavoratore, anche a titolo di rimborso spese, costituiscono per quest’ultimo reddito di lavoro dipendente.

Tuttavia, è stato affermato che possono essere esclusi da imposizione i rimborsi di spese, di competenza del datore di lavoro ma anticipate dal dipendente per l’acquisto di beni strumentali di piccolo valore.

I costi sostenuti dal lavoratore nell’esclusivo interesse del datore di lavoro devono essere individuati sulla base di elementi oggettivi, documentalmente accertabili e le somme erogate a tale titolo dalla società non sono imponibili ai fini IRPEF.

Lunedì, 03 Maggio 2021 20:14

Il figlio a carico quando un genitore è forfettario

Scritto da

Solitamente, la detrazione per figli a carico deve essere ripartita nella misura del 50% per ciascuno dei genitori. Tuttavia i genitori possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato per evitare che la detrazione non possa essere fruita in tutto o in parte dal genitore con il reddito inferiore.

Se il genitore con reddito più elevato ha un reddito professionale assoggettato a imposta sostitutiva forfettaria mentre l’altro ha un reddito più basso, ma assoggettato a Irpef, può quest’ultimo beneficiare della detrazione al 100% oppure gli spetta la detrazione al 50%, perdendo così l’altra metà?

Il criterio generale per cui l’attribuzione della detrazione per carichi di famiglia nella misura del 100% può essere riconosciuta soltanto al genitore con un reddito più alto si applica anche nel caso in cui il confronto avviene tra genitori di cui uno è titolare di reddito professionale assoggettato a imposta sostitutiva.

Stando all’impostazione interpretativa dell’amministrazione finanziaria, il genitore con un reddito soggetto a tassazione ordinaria inferiore a quello dell’altro in regime forfettario (privato della possibilità di conseguire il beneficio fiscale se non possiede altri redditi) può detrarre soltanto il 50% per il familiare a carico e non, previo accordo, l’intera misura.

La prassi di consentire la conservazione dei libri sociali di società cessate in luoghi e presso soggetti diversi dall’ufficio del Registro delle imprese territorialmente competente è incompatibile con il vigente quadro normativo. In merito si è anche espresso il MISE il 13 aprile 2021 n. 0106345,

Compiuta la liquidazione, la distribuzione dell’attivo o il deposito dei libri sociali, questi ultimi devono essere depositati e conservati per dieci anni presso l’ufficio del Registro delle imprese, dove chiunque può esaminarli, anticipando le spese.

Trattandosi di un adempimento da effettuare durante la fase di liquidazione, esso ricade sui liquidatori, ovvero sui soggetti che curano tale fase.

Secondo la dottrina anche le scritture contabili, dovrebbero essere conservate dai liquidatori, in assenza di una espressa disposizione statutaria o di una delibera assembleare che indichi un terzo incaricato.

Non è previsto un termine preciso entro il quale portare a compimento l’adempimento prescritto, ma si tende a ritenere che l’obbligo del deposito sorga nel momento in cui siano completate le operazioni connesse alla fase finale della liquidazione.

L’ampiezza di tale diritto di informativa, è esteso a “chiunque” vi abbia interesse e alla sola condizione che ne anticipi i costi.

Dal 2014, il MISE ribadisce l’illegittimità della prassi di conservare i libri sociali di società cessate in luoghi e presso soggetti diversi dall’ufficio del Registro delle imprese territorialmente competente.

Nel modulo XX - Note, al momento della cancellazione, viene espressamente richiesto che le società di capitali dichiarino gli estremi del deposito dei libri sociali presso l’ufficio del Registro delle imprese. È rimesso all’ufficio del Registro delle imprese il compito di indicare le modalità pratiche per l’effettuazione del deposito dei libri in parola.

Secondo la normativa in vigore, dovrebbero essere estremamente limitate le ipotesi di mancato deposito dei libri sociali, dal momento che il Conservatore del Registro delle imprese potrebbe, nello svolgimento dell’indagine relativa alla regolarità formale del procedimento liquidativo, rigettare l’istanza di cancellazione in assenza del prescritto adempimento.

Restano situazioni ancora legate alla prassi precedentemente in uso, e connotate dalla conservazione dei libri sociali di società cessate in luoghi e presso soggetti diversi dall’ufficio del Registro delle imprese.

Tuttavia, rispetto ad esse resta fermo il diritto di chiunque di accedere ai libri in questione presso il soggetto risultante dalla visura camerale, secondo modalità da concordarsi, ma tali per cui non costituiscano un ostacolo all’esplicazione di un diritto espressamente previsto da una norma di legge.

Lunedì, 22 Marzo 2021 12:14

Nuovo DL Sostegni contributi dal 20% al 60%

Scritto da

Il DL “Sostegni”, approvato il 19 marzo 2021, prevede un nuovo contributo a fondo perduto per i soggetti che hanno subito un calo almeno del 30% dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 rispetto a quello 2019. 

Per sostenere gli operatori economici colpiti dall’emergenza, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di partita IVA, residenti nel territorio dello Stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario. 

Si tratta di una misura di carattere generale, non sono previsti specifici codici ATECO, né specifiche esclusioni per i professionisti iscritti alle Casse di previdenza. 

Possono beneficiare dell’agevolazione, anche i soggetti che abbiano ricavi o non superiori a 10 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019. 

 

CALO DEL FATTURATO E MISURA DEL BENEFICIO 

Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 (il requisito non è richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1 ° gennaio 2019). 

L’ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019. 

Tale percentuale è pari al 60%, 50%, 40%, 30% e 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori rispettivamente a 100.000, 400.000, 1 milione, 5 milioni e 10 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019. 

L’importo del contributo non può essere superiore i 150.000 euro. 

È comunque riconosciuto, per i soggetti beneficiari un contributo minimo pari a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. 

Il contributo a fondo perduto, in alternativa all’erogazione diretta, può essere riconosciuto, a scelta del beneficiario, nella sua totalità, sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione. 

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

 

ISTANZA IN VIA TELEMATICA ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE 

Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti interessati presentano, esclusivamente in via telematica, un’istanza all’Agenzia delle Entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti richiesti. I pagamenti dovrebbero iniziare dall’8 aprile, per chi avrà presentato la domanda.

 

Per informazioni contattaci a info@mca-associati.com

Venerdì, 19 Marzo 2021 08:23

Le agevolazioni contributive in Regime Forfettario

Scritto da

Il Regime Forfettario prevede un’agevolazione contributiva, pari ad una riduzione del 35% dei contributi dovuti, per gli iscritti alla gestione artigiani e commercianti INPS.

L’applicazione del Regime Forfettario consente notevoli semplificazioni, sia fiscali che contributive.

In questo specifico caso, sono oggetto di agevolazione soltanto i contributi dovuti alla gestione previdenziale IVS artigiani e commercianti INPS. La riduzione riguarda il soggetto dotato di Partita Iva che esercita Attività d’impresa o di tipo artigianale, in merito sia ai:

  • Contributi dovuti in misura fissa, determinati sul reddito minimo di 15.000€;
  • Contributi dovuti in forma variabile (calcolati sulla quota del reddito eccedente il minimale).

In breve, se si è soggetti tenuti all’iscrizione in Camera di Commercio, quindi un imprenditore, piccolo imprenditore, Artigiano o Commerciante si ha il diritto ad ottenere l’agevolazione previdenziale.

Sono esclusi da tale agevolazione i soggetti che detengono partecipazioni in SRL in regime di “trasparenza fiscale”.

È importante precisare che questo tipo di agevolazione non è obbligatoria ma facoltativa ed opzionale. Infatti, la scelta dell’opzione deve essere attentamente valuta da ogni soggetto.

La comunicazione per la riduzione dei contributi INPS per le Partite IVA aderenti al regime forfettario e iscritti alla gestione IVS Artigiani e Commercianti INPS, deve essere ripetuta ogni anno. La compilazione e l’invio del modulo per la richiesta della riduzione contributiva del 35% va fatta entro il 28 febbraio di ogni anno compilando la modulistica apposita presente nel proprio cassetto previdenziale dell’INPS.

 

Esclusione dei professionisti

Rimane tutto invariato, invece, per i professionisti iscritti alle casse di previdenza private. Nessuna agevolazione è prevista neppure per gli iscritti alla gestione separata INPS. Per questi soggetti l’importo contributivo è calcolato in base al reddito imponibile ai fini fiscali. Su tale reddito è applicata specifica percentuale di contribuzione previdenziale.

Mercoledì, 17 Marzo 2021 08:56

Conformità dei prodotti dal 2022 con marchiatura UKCA

Scritto da

Aumentano con la Brexit anche gli adempimenti extra-tributari previsti per gli scambi tra Ue e UK. Particolare attenzione viene rivolta ai “controlled goods”, ovvero alle merci previste dalla Convenzione Cities, le merci soggette a controlli sanitari e fitosanitari nonché i prodotti soggetti ad accisa e quelli oggetto di esportazione strategica, la cui importazione sarà subordinata al rispetto di procedure e requisiti variabili in base alla categoria merceologica.

 

Sono previsti nuovi oneri per gli operatori che commerciano prodotti “dual use” ovvero utilizzabili sia per fini civili che militari. Sul lato Ue, l’uscita di questi beni è subordinata al rilascio di un’autorizzazione da parte dell’autorità competente dello stato membro, in cui è residente l’esportatore (Regolamento 428/2009).

Per ridurre gli effetti negativi dell’aggravo di tale onere sulle imprese, il Regno Unito è stato inserito nell’elenco delle destinazioni per le quali è possibile ottenere la semplificata Autorizzazione Generale dell’Ue, “EU001”. Si tratta di una semplificazione che garantisce un’applicazione uniforme dei controlli nell’Unione Europea, tuttavia, ciascuna impresa deve dotarsi di procedure interne per valutare la sua compliance alla normativa europea in merito all’export control e i prodotti dual use.

 

Ulteriore onere a cui si affacciano le imprese che destinano le proprie merci al mercato UK, è l’apposizione del marchio UKCA, invece della Ce. Riservato principalmente a prodotti elettronici, materiali di costruzione, articoli Dpi. Pertanto, le imprese dovranno ottenere un’attestazione di conformità del prodotto alla normativa britannica da parte degli Approved bodies, parallela al framework Europeo. Per permettere alle aziende di uniformarsi alle nuove direttive, il Regno Unito ha previsto il riconoscimento della marcatura Ce fino al 31/12/2021. Dal 2022 il marchio UKCA diventerà obbligatorio, ma potrà essere riportato sulla documentazione di accompagnamento anziché sul prodotto fino al 2023.

Pertanto, tutte le imprese che intendono continuare a effettuare scambi con il Regno Unito, dovranno adeguarsi ai nuovi assetti con accurata controllo della propria produzione in modo da uniformarsi con gli adempimenti relativi alla particolare natura dei prodotti.

Lunedì, 15 Marzo 2021 09:41

Nuovo Decreto su congedi parentali e bonus baby-sitting

Scritto da

È stato pubblicato il 13 marzo 2021 il nuovo decreto in materia di misure urgenti riguardanti l’emergenza sanitaria con le misure per il sostegno alle famiglie interessate:

- dalla sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio;
- dall’infezione da COVID-19 del figlio.

Il genitore di figlio convivente con età inferiore ai sedici anni, lavoratore dipendente, può svolgere la prestazione di lavoro in modalità smart-working, per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata delle situazioni sopra indicate.

 

Nel caso in cui il lavoratore dipendente non possa prestare la propria attività lavorativa in modalità di smart-working, può astenersi dal lavoro ricevendo, in luogo della retribuzione un’indennità pari al 50% della retribuzione e la contribuzione figurativa per i periodi di astensione. A tal riguardo è necessario che il lavoratore sia genitore di figlio convivente minore di 14 anni e che il beneficio non venga fruito dall’altro genitore.

I periodi di congedo parentale fruiti a decorrere dal 1/01/2021 e fino al 31/03/2021, durante il periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza o di durata dell’infezione da COVID-19 possono essere convertiti nella domanda del congedo con diritto all’indennità.

Inoltre, per determinate categorie di lavoratori, dipendenti e autonomi, con figli conviventi under 14, il DL 30/2021 riconosce la facoltà di richiedere uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo di 100 euro settimanali.

 

Posso richiedere il bonus baby-sitting i:
- lavoratori iscritti alla gestione separata INPS,
- lavoratori autonomi,
- personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico,
- lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato: medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica e degli operatori socio-sanitari.
 

Il bonus è riconosciuto anche ai lavoratori autonomi non iscritti all’INPS, subordinatamente alla comunicazione da parte delle Casse di previdenza del numero dei beneficiari. Inoltre, il bonus può essere fruito solo se l’altro genitore non accede ad altre tutele o al congedo.

Tali misure si applicano fino al 30 giugno 2021.

Venerdì, 12 Marzo 2021 12:38

Rivalutazione beni d’impresa – Chiusura Bilanci 2020

Scritto da

In occasione della chiusura del Bilancio 2020 le imprese avranno la possibilità di rivalutare i beni di impresa, l’avviamento e alle altre attività immateriali risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

La particolarità di questa rivalutazione è la possibilità di rivalutare ciascun bene e non necessariamente l’intera categoria omogenea.

I provvedimenti attuali di rivalutazione dei beni d’impresa sono principalmente tre:

  1. Provvedimento di rivalutazione generale, art.110 del DL 104/2020 che prevede di fare la rivalutazione in modo gratuito o facoltativamente con imposta sostitutiva del 3%.
  2. Primo provvedimento di settore DL 23/2020, riguarda il settore alberghiero e termale, con una rivalutazione gratuita dei beni, senza dover assolvere ad imposte sostitutive e mantenendo lo stato di sospensione dell’imposta della riserva costituita nel passivo. 
  3. Secondo provvedimento di settore DL 19/5/2020 (decreto “Rilancio”) riguardante cooperative agricole e consorzi, con la rivalutazione gratuita dei beni.

 

Provvedimento di rivalutazione “generale”, art.110 del DL 104/2020 – alla generalità dei soggetti imprenditori. 

Questa norma prevede che la rivalutazione può essere effettuata ai soli fini civilistici, senza assolvere alle imposte sostitutive. Se effettuata ai fini fiscali, vede il beneficio dell’imposizione sostitutiva ridotta al 3%.

Inoltre, nella rivalutazione non è previsto il rispetto del vincolo delle categorie omogenee. La legge precisa espressamente che “la rivalutazione può essere effettuata distintamente per ciascun bene”. La rivalutazione generale può essere eseguita da imprese di qualsiasi natura giuridica, purché non vengano adottati i principi IFRS per la redazione del bilancio. I beni rivalutabili devono risultare del bilancio di esercizio in corso al 31/12/2019.

Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione “può essere riconosciuto” ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP con il versamento di un’imposta sostitutiva del 3%. Pertanto:

  • Se l’impresa non ha interesse a vedersi riconosciuti i maggiori valori iscritti sotto il profilo fiscale, la rivalutazione può essere effettuata ai soli fini civilistici, senza assolvere al pagamento dell’imposta sostitutiva. 
  • Se l’impresa ha interesse invece, al riconoscimento dei maggiori valori, è necessario versare l’imposta sostitutiva. 

 

  • Focus: affrancare il saldo attivo con imposta sostitutiva del 10%

Il saldo attivo di rivalutazione può essere affrancato mediante il versamento di un’imposta sostitutiva IRPEF, dell’IRES, dell’Irap e di eventuali addizionali al 10%.

L’affrancamento, finalizzato a fare cessare lo stato di sospensione d’imposta della riserva, trova una sua ragion d’essere nel momento in cui sussista lo stato di sospensione d’imposta. 

 

Primo provvedimento di settore DL 23/2020 – Rivalutazione Gratuita per le imprese alberghiere 

La disciplina è finalizzata al sostegno dei settori che più sono stati colpiti dalle chiusure forzate nel primo semestre dell’anno 2020. Questa rivalutazione speciale per il settore alberghiero e termale può essere eseguita da imprese di qualunque natura giuridica purché non adottino gli IFRS per la redazione del bilancio.

I beni rivalutabili sono i beni materiali e immateriali immobilizzati e le partecipazioni in imprese controllate e collegate, anch’esse costituenti immobilizzazioni. 

Il DL 23/2020 all’art.6 prevede che sui maggiori valori dei beni e delle partecipazioni “non è dovuta alcuna imposta sostitutiva od altra imposta”. Nello specifico, non è dovuta l’imposizione sostitutiva.

Sul profilo fiscale, vi è la previsione della natura di riserva in sospensione d’imposta del saldo attivo di rivalutazione in quanto la rivalutazione è gratuita, permettendo quindi l’assenza di salti d’imposta. Il saldo di rivalutazione costituito a fronte della rivalutazione gratuita deve essere imputato a capitale o iscritto in apposita riserva. 

Anche qui, rimane salva la possibilità di affrancare il saldo attivo di rivalutazione con una ulteriore imposta sostitutiva del 10%.

 

Secondo provvedimento di settore DL 19/5/2020 (decreto “Rilancio”) – Rivalutazione Gratuita per le cooperative agricole e i loro consorzi. 

La rivalutazione “speciale” prevista dal DL/2020 riguarda le cooperative agricole e i loro consorzi che sono in possesso delle clausole mutualistiche all’art 2514 c.c. La rivalutazione deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e deve essere annotata nel relativo inventario e nella Nota integrativa. L’operazione riguarda i bilanci del 2020, del 2021 o del 2022. 

I beni rivalutabili sono i beni materiali e immateriali immobilizzati e le partecipazioni in imprese controllate e collegate, anch’esse costituenti immobilizzazioni. 

La norma consente di rivalutare i beni in modo gratuito (senza imposte sostitutive) fino a concorrenza del 70% delle perdite dei periodi precedenti computabili in diminuzione. Le perdite vengono così annullate e non possono più andare a riduzione del reddito dei periodi d’imposta successivi. 

Pagina 1 di 6

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Utilizzo dei Cookie

Informazioni generali

I cookie sono piccoli file di testo utilizzati dal dispositivo dell'utente per memorizzare i dati relativi a uno specifico sito; i cookie albergano sul dispositivo dell'utente e vengono esaminati ogniqualvolta l'utente accede nuovamente al sito.
I cookie utilizzati in questo sito sono standard e vengono utilizzati anche per collezionare anonimamente dati che aiutano a migliorare il sito stesso, come ad esempio le statistiche di navigazione dei visitatori.

Tipi di cookie

Di seguito vengono elencati i vari tipi di cookie impiegati in questo sito, e il loro scopo.

- Gestione delle sessioni
Questi cookies sono utilizzati per semplificare la navigazione nel sito e per utilizzare diversi servizi all'interno del sito; tipicamente la loro durata si limita al tempo in cui il browser utilizzato dall'utente rimane attivo, per poi venire eliminati una volta che il browser viene chiusi. Alcuni cookie possono aver bisogno di rimanere più a lungo della singola visita effettuata dal navigatore per mezzo del browser.

- Monitoraggio delle prestazioni
Per migliorare costantemente l'esperienza di navigazione dei nostri utenti, le visite vengono monitorate anonimamente.

- Utilizzo delle funzionalità
Questi cookie memorizzano le preferenze per il Sito, ad esempio la registrazione alla newsletter o la personalizzazione delle impostazioni del sito (ad esempio la lingua preferita).

Gestione delle preferenze relative ai cookie

La maggior parte dei browser (Internet Explorer, Firefox, etc.) sono configurati per accettare i cookie. Tuttavia, la maggior parte dei browser permette di controllare e anche disabilitare i cookie attraverso le impostazioni del browser. Ti ricordiamo però che disabilitare i cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del sito e/o limitare il servizio offerto.

Per modificare le impostazioni, segui il procedimento indicato dai vari browser che trovi alle voci "Opzioni" o "Preferenze".
Puoi scegliere in ogni momento quali cookie accettare e quali rifiutare usando le impostazioni del browser che usi (Google Chrome, Internet Explorer, Firefox...)
Verifica la funzione "guida" del tuo browser per sapere meglio come procedere.
Per saperne di più riguardo ai cookie leggi la normativa.

Ecco una lista dei fornitori di cookie del nostro sito:
Google / Youtube
Google Analytics
Per saperne di più riguardo ai cookie Google / Youtube visita la pagina in merito alla privacy di Google.com e Youtube.com

In futuro, potranno venire aggiunti al nostro sito nuovi servizi comprensivi di cookie: in tal caso, aggiorneremo le informazioni qui fornite per offrirne la relativa spiegazione.

Per ulteriori informazioni sull'uso dei cookie contattaci.

MCA PROFESSIONISTI ASSOCIATI

P.IVA 08513890015