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Notizie (36)

Tutti i contribuenti che non avevano presentato l’istanza per il contributo previsto dal DL Rilancio ex art. 25 del DL 34/2020, possono presentare le domande per i contributi a fondo perduto dei DL Ristori (“Ristori 1” o “Ristori2”)

Chi ha già presentato l’istanza precedente (DL Rilancio ex art. 25 del DL 34/2020) riceverà il contributo automaticamente (avendone diritto).

È possibile presentare le domande per i contributi a fondo perduto dei DL Ristori dal 20 novembre 2020 fino al 15 gennaio 2021!

 

Contributi Ristori e Ristori-bis

Il Governo con il nuovo DL “Ristori(Ristori 1) n.137 del 28/10/2020 ha riconosciuto un contributo a fondo perduto a tutti quei soggetti che hanno la partita IVA attiva e che dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’allegato 1.

Il contributo a fondo perduto del DL Ristori spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Questo requisito non è però necessario per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019.

Alcuni dei Codici ATECO interessati: Trasporto taxi, gestioni di ski-lift, alberghi, villaggi turistici, case vacanze, bed & breakfast, ristorazione, gelaterie, pasticcerie, catering, organizzazione di convegni e fiere, creazioni artistiche e letterarie, gestione di stadi, piscine, impianti sportivi, palestre e molte attività di organizzazioni.

Naturalmente la lista non finisce qui, perciò vi rimandiamo alla lettura dell’allegato 1 del DL Ristori.

Con l’art.2 del DL 149/2020, DL Ristori-bis (Ristori 2), vengono destinati i contributi esclusivamente ai titolari di partita IVA che hanno il domicilio fiscale o sede operativa nelle aree caratterizzate da un alto livello di rischio (le regioni “rosse”) ed esercitano come attività prevalente una di quelle che rientrano nei codici ATECO nell’allegato 2 del DL Ristori-bis.

Alcune delle attività interessate dal DL Ristori-bis sono: Grandi magazzini, varie attività di Commercio al dettaglio, Agenzie matrimoniali, Attività di tatuaggio e piercing, Servizi di manicure e pedicure, Servizi degli istituti di bellezza.

 

Modalità di presentazione dell’Istanza

L’istanza oltre ai dati identificativi del soggetto e del rappresentante legale, deve contenere ammontare di ricavi e compensi nel 2019, ammontare fatturato mese di aprile 2019 e del mese di aprile 2020, IBAN e Codice Fiscale.

L’Agenzia delle Entrate eroga il contributo sulla base delle informazioni contenute nell’istanza mediante l’accredito diretto sul conto corrente del beneficiario.

 

Come vengono calcolati i contributi

L’ammontare del contributo viene determinato calcolando in primo luogo la differenza tra ammontare di fatturato e corrispettivi di aprile 2020 e quello di aprile 2019. Al risultato, vengono applicate le percentuali di seguito riportate.

  • 20% per i soggetti con ricavi/ compensi nel 2019 minore di 400.000€
  • 15% per i soggetti con ricavi/ compensi nel 2019 compreso tra 400.000€ e fino a 1 milione di euro
  • 10% per i soggetti con ricavi/ compensi nel 2019 superiore a 1 milione di euro

Infine, il risultato del calcolo viene moltiplicato per la percentuale presente negli allegati (da 50% al 400% nel DL Ristoro e 200% nel DL Ristoro-bis).

L’ammontare del contributo, tuttavia, non può essere superiore a 150.000€

L’ammontare minimo dei contributi è riconosciuto ai soggetti spettanti per un importo non inferiore a 1.000€ per le persone fisiche e di 2.000€ per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

 

Per informazioni su come presentare la domanda contattaci a info@mca-associati.com

Il decreto Agosto (art. 59 del DL 14.8.2020) prevede uno specifico contributo a fondo perduto per tutte quelle attività economiche e commerciali che sono situate nei centri Storici dei Comuni Turistici.

I soggetti destinatari del contributo a fondo perduto sono i soggetti che svolgono un’attività d’impresa con la vendita di beni e/o servizi al pubblico nelle zone dei Centri Storici. 

Il criterio preso in esame per la scelta dei comuni interessati dal Contributo a Fondo Perduto è legato alla percentuale di presenza dei turisti stranieri rispetto ai residenti nei Comuni. Tra i Comuni interessati nel seguente decreto ci sono: Venezia, Verbania, Firenze, Rimini, Siena, Pisa, Roma, Como, Verona, Milano, Urbino, Bologna, La Spezia, Ravenna, Bolzano, Bergamo, Lucca, Matera, Padova, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Napoli, Cagliari, Catania, Genova, Palermo, Torino e Bari, per un totale di 29.

 

Condizioni per accedere al contributo

Per poter beneficiare del contributo a fondo perduto, gli esercenti di attività nei comuni interessati devono aver subito un calo del fatturato di almeno 2/3 nel mese di giugno 2020 rispetto a quanto è stato realizzato nel mese di giugno del 2019.

NB: possono beneficiare del contributo anche i soggetti che hanno iniziato l’attività d’impresa dall’1/7/2019 nei comuni della Zona A. Mentre, tale contributo non spetta a chi ha iniziato l’attività dall’1/07/2020.

 

Ammontare del contributo

L’ammontare del contributo viene suddiviso in 3 fasce, applicando una percentuale alla differenza del fatturato tra l’ammontare di giugno anno 2019 e l’ammontare di giugno anno 2020.

Il 15% spetta ai soggetti con ricavi / compensi nel 2019 inferiori a 400.000€. Il 10% spetta ai soggetti con ricavi/ compensi nel 2019 tra i 400.000€ e 1 milione di euro. Mentre il 5% spetta a coloro che hanno avuto ricavi/compensi nel 2019 superiori a 1 milione di euro.

Viene garantito anche un contributo minimo, ai soggetti che soddisfano i requisiti. Spetta un minimo di 1.000€ alle persone fisiche e 2.000€ ai soggetti diversi dalle persone fisiche. L’ammontare massimo del contributo a fondo perduto è di 150.000€.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini IRAP e non viene rilevato ai fini dei rapporti di deducibilità delle spese generali e degli interessi passivi.

 

Come Presentare l’istanza per ricevere il contributo a fondo perduto

Per accedere al contributo bisogna presentare l’istanza apposita all’Agenzia delle Entrate, secondo le modalità previste dal provv. 12.11.2020 n. 352471.

In linea generale, l’istanza da presentare deve contenere i dati identificativi del richiedente e del rappresentante legale, dichiarazione dell’ammontare dei ricavi/compensi anno 2019, dichiarazione dell’ammontare del fatturato giugno 2020 e di giugno 2019, codice catastale del comune, Iban del conto corrente e Codice Fiscale.

L’istanza deve essere presentata in modalità elettronica mediante il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” sul sito dell’Agenzia delle Entrate. L’stanza può essere trasmessa a partire dal 18/11/2020 ed entro il 14/01/2021.

L’agenzia delle Entrate erogherà il contributo a fondo perduto in base alle informazioni che sono state fornite nell’istanza e con l’accredito diretto sul conto corrente bancario inserito al momento della procedura.

Per informazioni su come presentare la domanda contattaci a info@mca-associati.com

 

Lunedì, 30 Marzo 2020 11:45

Indennità 600 euro iscritti casse professionali

Scritto da

E' stato approvato il decreto interministeriale che prevede un'indennità di 600 euro per il mese di marzo 2020 per i professionisti iscritti alle casse previdenziali private.

I professionisti avranno diritto all'indennità nel rispetto di due condizioni:

- di tipo contributivo, avendo rispettato l'adempimento degli obblighi di versamento previsti con riferimento all'anno 2018;

- di tipo reddituale, rientrando nei parametri previsti dal decreto per l'anno 2018.

 

Riguardo ai limiti reddituali, il sostegno al reddito è riconosciuto ai seguenti soggetti:

- ai lavoratori che abbiano percepito nell'anno di imposta 2018, un reddito complessivo, al lordo dei canoni di locazione assoggettati a cedolare secca, non superiore a 35.000 euro e la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell'emergenza COVID-19;

 - ai lavoratori che abbiano percepito nell'anno di imposta 2018 un reddito complessivo, al lordo dei canoni di locazione assoggettati a cedolare secca, compreso tra 35.000 e 50.000 e abbiano cessato ridotto o sospeso l'attività in conseguenza dell'emergenza COVID-19

Per cessazione dell'attività si considerano le chiusure di partita avvenute tra il 23/02/2020 ed il 31/03/2020. Per sospensione dell'attività si considera una riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020 rispetto al primo trimestre 2019.

 

Le domande per la richiesta dell'indennità andranno presentate direttamente alle casse previdenziali cui sono iscritti i professionisti e seguendo lo schema predisposto dagli enti. 

L'istanza dovrà contenere autocertificazione ai sensi DPR 445/2000 di:

- essere lavoratore autonomo/libero professionista, non titolare di pensione;

- di non essere percettore di altre indennità previste dal DL 18/2020 a sostegno del lavoro (art. 19,20,21,22,27,28,29,30,38 e 96);

- di non aver presentato istanze ad altre forme di previdenza obbligatoria;

- di rispettare i limiti di reddito previsti dalla norma.

 

Alle istanze andrà allegata copia del documento di identità.

 

Saranno considerate inammissibili le istanze prive dell'autocertificazione di cui sopra, della copia del documento di identità e/o pervenute dopo il 30 aprile 2020.

Sabato, 28 Marzo 2020 10:48

Indennità INPS 600 euro DL "Cura Italia"

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La richiesta dell’indennità di 600,00 euro, istituita dal DL “Cura Italia” a favore, fra gli altri, dei soggetti iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (Artigiani e Commercianti) e alla Gestione Separata (professionisti senza cassa titolari di Partita Iva o associati di Studi professionali) e dei Lavoratori dello Spettacolo, sarà possibile a partire dal 1 aprile operando direttamente tramite l’apposita procedura telematica che l’Inps sta predisponendo sul proprio sito (www.inps.it).

Al fine di permettere l’invio della richiesta è necessario innanzitutto disporre di un apposito PIN dispositivo che l’istituto ha promesso di attribuire ai richiedenti attraverso una procedura più semplice e velocizzata rispetto a quella consueta.

La nuova procedura consentirà ai cittadini di ottenere, in un unico processo da remoto, un nuovo PIN con funzioni dispositive senza attendere gli ulteriori 8 caratteri del PIN che ordinariamente venivano spediti tramite il servizio postale.

Qui di seguito due tutorial, uno per la richiesta del PIN e l'altro con le indicazioni per la richiesta del Bonus.

 

Giovedì, 28 Febbraio 2019 08:38

ENEA PIU' TEMPO PER COMUNICARE DATI 2018

Scritto da

 ENEA risparmio-energeticoPIU' TEMPO PER COMUNICARE I DATI 2018

L'Enea ha reso pubblico che "è prorogato al 1° aprile 2019 il termine per la trasmissione dei dati, attraverso il sito ristrutturazioni2018.enea.it , per tutti gli interventi di risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili di energia con data di fine lavori nel 2018 (detrazioni fiscali del 50% ex art. 16 bis del DPR 917/86 per le ristrutturazioni edilizie) ".

Si ricorda che il sito https://ristrutturazioni2018.enea.it/index.asp è dedicato esclusivamente agli interventi edilizi e tecnologici che comportano risparmio energetico e/o utilizzo di fonti rinnovabili di energia ammessi alla detrazioni fiscali del 50% ai sensi dell'art. 16 bis del DPR 971/86 e successive modifiche. Il sito consente l'invio delle dichiarazioni per i lavori completati nel 2018.

L'Agenzia delle Entrate ha reso noto che " per gli interventi che comportano un risparmio energetico, la legge di bilancio 2018 ha introdotto l'obbligo di trasmettere all'Enea le informazioni sui lavori realizzati, analogamente a quanto già previsto in materia di detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici. L'invio della documentazione va effettuata, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, attraverso il sito". Solo per gli interventi eseguiti nel 2018 è previsto lo slittamento (dapprima stabilito a 90 giorni a far data dal 21 novembre 2018 - data di messa on line del sito - ed oggi definitivamente prorogata, sentito il MISE, al 1° Aprile 2019).

 

Si ricorda che...

I principali interventi agevolabili riguardano:

  • Gli involucri con riduzione delle dispersioni termiche di pareti verticali (cd. "cappotto") e pareti orizzontali (coperture, pavimenti). Il limite di spese massimo fiscalmente detraibile ammonta ad 60.000 euro (in questo caso l'Agenzia delle Entrate nella Guida sul risparmio energetico ricorda che: "la semplice sostituzione degli infissi o il rifacimento dell'involucro degli edifici, qualora questi siano originariamente già conformi agli indici richiesti, non consente di fruire della detrazione poiché il beneficio è teso ad agevolare gli interventi da cui consegua un risparmio energetico".
     
  • Installazione pannelli solari (limite di spesa fiscalmente detraibile euro 60.000);
     
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale per un valore massimo fiscalmente detraibile pari ad euro 30.000;
     
  • Schermature solari per un massimo di spesa detraibile pari ad euro 60.000;
     
  • Generatori di calore alimentati da biomasse combustibili per una spesa massima fiscalmente detraibile pari ad euro 30.000.

 

Di seguito un interessante articolo sulla presentazione di un Disegno di Legge teso a rendere obbligatorio l'adozione del D.Lgs 231/2001. Tale decreto prevede l'utilizzo di un modello organizzativo e di un organismo di vigilanza per le società di capitali al fine di prevenire gli illeciti all'interno della società stessa. Tale modello fino ad oggi era consigliato anche se diverse Regioni lo richiedono come condizione essenziale per potere lavorare. Inoltre la giurisprudenza tende sempre più spesso a condannare gli amministratori che non si sono attiviti per l'utilizzo del modello 231 a risarcire l'ente della sanzione pecuniaria comminata ai sensi dell'art. 10 del medesimo decreto Legislativo.

 

Noi siamo disponibili, attraverso un network di professionisti esperti della materia, a fornire tutte le indicazioni e assistenza necessaria alla formazione del modello organizzativo e dell'organismo di vigilanza.

 

Mercoledì, 14 Novembre 2018 15:43

Sclete trasparenti evitano le sanzioni 231/01

Scritto da

Il Ddl anticorruzione prevede un inasprimento delle misure previste dal Dlgs 231/01. Il sistema 231 è stato creato con lo scopo di prevenire la commisione dei reati da parte delle imprese, stimolandole ad appronate misure organizzative adeguate a prevenire il verificarsi di tali atti. Questo articolo spiega bene come raccogliere questa opportunità attraverso un analisi meticolosa dei processi dai quali sarà poi opportuno, tramite l'ausilio di professionisti comptenti in vari campi legali e fiscali, disegnare e predisposporre vestiti su misura per le aziende. Qualora vi fosse interesse, attraverso una competente rete di professionisti siamo in grado di offrire questo tipo di attività "su misura".

 

 

 

Lunedì, 15 Ottobre 2018 18:43

Chi perde paga

Scritto da

Mi è capitato più volte durante vari contenziosi tributari che alla fine, pur vincendo la lite, il giudice decidesse per la compensazione delle spese. In alcuni casi la compensazione è stata giustificata dalla difficoltà interpretativa della norma oggetto di giudizio ma, visto e considerato che un buon professionista deve consigliare i propri clienti di prendere in considerazione la via del contenzioso solo quando vi siano delle buone possibilità di vincere, trovo estremamente ingiusta la non applicazione della regola "chi perde paga" da parte dei giudici.
Ad onor del vero ultimamamente viene applicata un po' di più e finalmente anche la Cassazione si è schierata per tale orientamento considerando la compensazione delle spese una violazione del diritto di difesa del contribuente.

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 15:36

Crescita dei paesi balcanici

Scritto da

I nostri ultimi post in tema di internazionalizzazione, la crescita dei paesi balcanici

 

https://www.facebook.com/mcaprofass/photos/a.430369623835552/907888479416995/?type=3&theater

Mercoledì, 06 Giugno 2018 08:56

Ultimi chiarimenti in tema di fattura elettronica

Scritto da

ULTIMI CHIARIMENTI IN TEMA DI FATTURA ELETTRONICA
L’avvicinarsi del 1° luglio 2018, data a partire dalla quale entra in vigore l’obbligo di emissione della fattura elettronica per le cessioni di carburanti per autotrazione nonché per le prestazioni di subappalto nell’ambito degli appalti pubblici, porta con sé l’inevitabile produzione di chiarimenti nonché di provvedimenti attuativi necessari alla corretta applicazione del nuovo obbligo normativo.
Dopo la pubblicazione della circolare n. 8/E dello 30 aprile 2018, già commentata nella informativa presente nel numero dello scorso mese di maggio, la stessa agenzia delle entrate è intervenuta nuovamente in occasione del recente Videoforum organizzato da Il Sole 24Ore il 24 maggio 2018 per fornire ulteriori chiarimenti applicativi.
Riportiamo di seguito le precisazioni fornite dall’Agenzia delle entrate. DOMANDA RISPOSTA: 

Conservazione in formato pdf
D. Per le fatture elettroniche tra privati si chiede conferma che la sostanza prevale sempre sulla forma, ossia il contenuto è sempre prevalente rispetto alle modalità di conservazione del documento. Quindi si potrà sempre continuare a conservare la fattura in pdf in luogo del formato Xml della fattura elettronica?
R. L'articolo 23-bis del Cad (Codice dell'amministrazione digitale), al comma 2 stabilisce che “le copie e gli estratti informatici del documento informatico, se prodotti in conformità alle vigenti regole tecniche di cui all'articolo 71, hanno la stessa efficacia probatoria dell'originale da cui sono tratte se la loro conformità all'originale, in tutte le sue componenti, è attestata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato o se la conformità non è espressamente disconosciuta. Resta fermo, ove previsto, l'obbligo di conservazione dell'originale informatico”. Pertanto, l'operatore potrà decidere di portare in conservazione anche la copia informatica della fattura stessa in formato pdf, contemplato tra i formati che il D.P.C.M. 3 dicembre 2013 considera idonei a fini della conservazione.

Momento di emissione e scarto della fattura
D. Gli operatori sono abituati ad emettere a momento della cessione di beni una fattura immediata. In relazione al fatto che la veicolazione al Sistema di interscambio (Sdi) e la relativa emissione della fattura elettronica è asincrona rispetto al momento di consegna del bene, questo documento immediato si può ancora emettere? Che valore ha?
R. Ai punti 2.3 e 2.4 del provvedimento del direttore dell'Agenzia protocollo n. 89757/2018 del 30 aprile 2018, è stabilito che:
“2.3 Per ogni file della fattura elettronica o lotto di fatture elettroniche correttamente ricevuti dal SdI, è fornito riscontro con le modalità descritte nell'allegato A del presente provvedimento”.
“2.4 Il SdI, per ogni file della fattura elettronica o lotto di fatture elettroniche correttamente ricevuti, effettua successivi controlli del file stesso. In caso di mancato superamento dei controlli viene recapitata - entro cinque giorni - una "ricevuta di scarto" del file al soggetto trasmittente sul medesimo canale con cui è stato inviato il file al SdI. La fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI si considerano non emesse”.
Inoltre, ai punti 4.1, 4.2, 4.3 e 4.4 del medesimo provvedimento è chiarito che, in caso di esito positivo dei controlli e di consegna ovvero messa a disposizione (nell'area riservata del cessionario/committente) della fattura elettronica, la fattura si considera emessa e “la data di emissione della fattura elettronica è la data riportata nel campo "Data" della sezione "Dati Generali" del file della fattura elettronica, che rappresenta una delle informazioni obbligatorie ai sensi degli articoli 21 e 21-bis, D.P.R. 633/1972”.
Tanto premesso, sulla base delle disposizioni sopra riportate è possibile affermare che, ferme restando le previsioni dell'articolo 21, comma 4, D.P.R. 633/1972, la fattura elettronica deve essere trasmessa al SdI al momento dell'effettuazione dell'operazione determinata a norma dell'articolo 6, D.P.R. 633/1972.
Qualora la fattura elettronica superi i controlli e venga consegnata o messa a disposizione dal SdI, il documento si intende emesso con la data riportata nella fattura stessa: pertanto, sarà rispettato il dettato normativo del citato articolo 6.
Nel caso in cui la fattura elettronica non superi i controlli eseguiti dal SdI, la fattura è scartata e si considera “non emessa”. Conseguentemente, fermo restando che la data di trasmissione della fattura elettronica al SdI è nota e mutuando le consolidate regole previste per le dichiarazioni e le comunicazioni all'Agenzia delle Entrate, l'emittente avrà cinque giorni di tempo per trasmettere al SdI la fattura elettronica corretta senza incorrere nella violazione delle disposizioni dell'articolo 6, D.P.R. 633/1972.

Trasferimento dati in Edi
D. Il trasferimento dei dati in Edi (Electronic data interchange) continuerà a sopravvivere? In quale momento e con quali modalità e con quali contenuti bisognerà inviare i dati al sistema di interscambio?
R. Il processo di fatturazione elettronica regolamentato dal provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018, in attuazione delle disposizioni dell'articolo 1, D.Lgs. 127/2015 (come riportato nell'articolo 1, comma 909, L. 205/2017), lascia piena libertà agli operatori di continuare a utilizzare processi di trasferimento dati Edi, sfruttando anche i servizi oggi offerti da provider e intermediari. Ciò che occorre tener presente è che, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, D.Lgs. 127/2015, la fattura valida ai fini fiscali è quella trasmessa al SdI e per la quale il Sistema fornisce all'emittente la ricevuta che attesta la consegna o la messa a disposizione nell'area autenticata dell'agenzia delle Entrate. Conseguentemente, i sistemi Edi potranno integrare i flussi delle fatture elettroniche xml e le conseguenti ricevute trasmesse dal SdI al fine di consentire all'emittente e al destinatario delle fatture la corretta gestione fiscale delle stesse.

Fattura emessa da soggetto estero
D. In caso di fuel card emessa da un soggetto estero non residente e non identificato in Italia il soggetto passivo nazionale deve ricevere e gestire fattura elettronica?
R. Alla luce dell'articolo 1, comma 3, D.Lgs. 127/2015, così come modificato dall'articolo 1, comma 909, L. 205/2017, la fatturazione elettronica non coinvolge soggetti diversi da quelli residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato. Si osserva, peraltro, che laddove la fuel card non sottintenda un formale contratto di netting (circolare n. 42/E/2012) ma consenta l'acquisto di carburante presso soggetti diversi dall'emittente, ovvero di più prodotti con aliquote differenti, si avrà comunque un semplice documento di legittimazione, la cui cessione non è soggetta a Iva in forza dell'articolo 2, comma 3, lettera a), D.P.R. 633/1972 e, conseguentemente, a quello di fatturazione (si veda circolare n. 8/E del 30 aprile 2018, punto 2.1.1). Va in tutti i casi rilevato che, in tale ultima ipotesi, al momento della cessione materiale del carburante, l'esercente dell'impianto di distribuzione ubicato in Italia dovrà documentare la stessa con fattura elettronica (qualora avvenga nei confronti di un soggetto passivo d'imposta).

Rapporti con l’estero
D. Si possono trasformare le fatture emesse e ricevute dall'estero in fatture elettroniche inviandole attraverso lo SdI in modo da adempiere all'obbligo mensile di comunicazione?
R. La risposta è affermativa con riferimento solo alle fatture emesse verso soggetti esteri. Infatti, il punto 9.4 del provvedimento del 30.4.2018 stabilisce che: “Per le sole fatture emesse, le comunicazioni di cui al punto 9.1 (ossia relative a "operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato") possono essere eseguite trasmettendo al sistema dell'Agenzia delle entrate l'intera fattura emessa, in un file nel formato stabilito al punto 1.3 e compilando solo il campo "CodiceDestinatario" con un codice convenzionale indicato nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento”.

 

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

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