BLOG

Il 30 novembre scadrà il termine per la presentazione delle domande per ottenere l’indennità una tantum da parte dei lavoratori autonomi e dei professionisti iscritti all’INPS.

L’istanza, che deve essere presentata all’Istituto di previdenza, è finalizzata all’ottenimento dell’indennità di 200 euro del DL “Aiuti”, la cui attuazione è stata definita con il DM 19 agosto 2022, nonché dell’integrazione di 150 euro.

Dal punto di vista soggettivo, si ricorda che sono legittimati a presentare istanza i soggetti appartenenti alle seguenti categorie:

  • lavoratori iscritti alla gestione speciale dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani;
  • lavoratori iscritti alla gestione speciale dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali;
  • lavoratori iscritti alla gestione speciale per i coltivatori diretti e per i coloni e mezzadri;
  • pescatori autonomi;
  • liberi professionisti iscritti alla Gestione separata dell’INPS (compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici).

Inoltre, il bonus spetta altresì ai lavoratori iscritti in qualità di coadiuvanti e coadiutori sia ai soci di società e ai componenti degli studi associati.

L’accesso all’indennità una tantum di 200 euro è consentito, ai sensi dell’art. 33, solo qualora il soggetto interessato vanti i seguenti requisiti:

  • reddito complessivo nel periodo d’imposta 2021 non superiore a 35.000 euro, calcolato secondo quanto indicato dall’INPS (circ. n. 103/2022);
  • iscrizione alle gestioni sopra indicate alla data del 18 maggio 2022 e partita IVA attiva e attività lavorativa avviata entro la medesima data;
  • aver effettuato, entro il 18 maggio 2022, almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità, con competenza a decorrere dall’anno 2020.

Come precisato sul punto dall’INPS con la circolare n. 103/2022, fermo restando il possesso dei suddetti requisiti, il lavoratore autonomo o professionista che dichiari nella domanda un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro potrà beneficiare anche dell’integrazione di 150 euro.

Dal punto di vista operativo, al ricorrere dei requisiti richiesti dalla legge, entro il 30 novembre 2022 il lavoratore autonomo o professionista iscritto all’INPS deve presentare domanda telematica all’Istituto di previdenza utilizzando, all’interno del portale istituzionale, il percorso “Prestazioni e servizi”, “Servizi”, “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”.

Mercoledì, 23 Novembre 2022 06:40

Rateizzazione degli aumenti delle bollette

Scritto da

Il DL Aiuti-quater ha introdotto la possibilità, per le imprese con utenze collocate in Italia a esse intestate, di richiedere ai fornitori la rateizzazione fino a 36 mesi della differenza tra gli importi dovuti per la componente energetica di elettricità e gas naturale per i consumi effettuati dall'1.10.2022 al 31.3.2023 (e fatturati entro il 30.9.2023) e l'importo medio contabilizzato, a parità di consumo, nel 2021.

Le imprese interessate dovranno formulare un'istanza ai fornitori con modalità da definirsi con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica entro il 19.12.2022.

Una volta ricevuta l'istanza, il fornitore, entro 30 giorni, ha l'obbligo di offrire ai richiedenti una proposta di rateizzazione recante l'ammontare degli importi dovuti, l'entità del tasso di interesse eventualmente applicato, che non può superare il saggio di interesse pari al rendimento dei BTP di pari durata, le date di scadenza di ciascuna rata e la ripartizione delle rate, per un minimo di 12 e un massimo di 36 rate mensili.

In caso di inadempimento di due rate anche non consecutive del piano di rateizzazione, l'impresa aderente decade dal beneficio della rateizzazione ed è tenuta al versamento, in un'unica soluzione, dell'intero importo residuo dovuto.

L'art. 3 co. 7 precisa che l'adesione al piano di rateizzazione è alternativa alla fruizione dei crediti d'imposta a favore delle imprese per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale per i periodi corrispondenti.

Il DL “Aiuti”, conv. L. 15.7.2022 n. 91, ha previsto un contributo a fondo perduto a favore delle piccole e medie imprese nazionali finalizzato a far fronte alle ripercussioni economiche negative derivanti dalla crisi internazionale in Ucraina, che si sono tradotte in perdite di fatturato causate dalla contrazione della domanda, dall’interruzione di contratti e progetti esistenti e dalla crisi nelle catene di approvvigionamento.

Sono stati definiti i termini e le modalità per la presentazione della domanda di accesso all’agevolazione e fornite le indicazioni operative in merito alle modalità di erogazione del contributo.

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono beneficiare del contributo in esame le PMI, aventi sede legale od operativa nel territorio dello Stato e regolarmente iscritte e attive nel Registro delle imprese, che hanno:

  • realizzato negli ultimi 2 anni operazioni di compravendita di beni o servizi, ivi compreso l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati, con l’Ucraina, la Federazione russa e la Repubblica di Bielorussia, pari almeno al 20% del fatturato aziendale totale;
  • sostenuto un costo di acquisto medio per materie prime e semilavorati nel corso dell’ultimo trimestre antecedente al 18.5.2022 (data di entrata in vigore del DL 50/2022) incrementato almeno del 30% rispetto al costo di acquisto medio del corrispondente periodo del 2019 ovvero, per le imprese costituite dall’1.1.2020, rispetto al costo di acquisto medio del corrispondente periodo del 2021;
  • subito nel corso del trimestre antecedente al 18.5.2022 un calo di fatturato di almeno il 30% rispetto all’analogo periodo del 2019.

Ai fini della quantificazione della riduzione del fatturato rilevano i ricavi.

Determinazione dell’ammontare del contributo

Le risorse finanziarie destinate all’agevolazione, pari a 120 milioni di euro, sono riconosciute alle imprese in possesso dei requisiti per un importo calcolato applicando una percentuale alla differenza tra:

  • l’ammontare medio dei ricavi relativi all’ultimo trimestre antecedente al 18.5.2022;
  • e l’ammontare dei medesimi ricavi riferiti al corrispondente trimestre 2019.

Tale percentuale è determinata come segue:

  • 60%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 5 milioni di euro;
  • 40%, per i soggetti con i suddetti ricavi superiori a 5 milioni e fino a 50 milioni di euro.

Per le imprese costituite dall’1.1.2020, il periodo d’imposta di riferimento è quello relativo all’anno 2021.

L’agevolazione non può superare l’ammontare massimo di 400.000,00 euro.

MODALITÀ E TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE

Le istanze devono essere presentate:

  • in via telematica, attraverso la piattaforma online resa disponibile sul sito Internet di Invitalia (www.invitalia.it);
  • mediante l’apposito modello fac-simile reso disponibile sul medesimo sito Internet.

L’accesso alla procedura informatica:

  • avviene mediante l’identificazione e l’autenticazione tramite SPID, carta nazionale dei servizi (CNS) o carta di identità elettronica (CIE);
  • è riservato ai soggetti rappresentanti legali dell’impresa richiedente, come risultanti dal certifi-cato camerale; il rappresentante legale, previo accesso alla procedura, può conferire ad altro soggetto delegato il potere di rappresentanza per la compilazione, la sottoscrizione digitale e la presentazione dell’istanza.

Al fine della corretta compilazione dell’istanza, il soggetto richiedente è tenuto a:

  • provvedere all’eventuale aggiornamento dei propri dati presso il Registro delle imprese;
  • possedere una PEC attiva, attraverso cui vengono trasmesse le comunicazioni inerenti al pro-cedimento agevolativo da parte del Ministero delle imprese e del Made in Italy.

Termini di presentazione delle istanze

Le istanze vanno presentate dalle ore 12.00 del 10.11.2022 e fino alle ore 12.00 del 30.11.2022.

L’ordine temporale di presentazione delle istanze non determina alcun vantaggio né penalizzazione nell’iter di trattamento delle stesse.

Il DL “Aiuti”, conv. L. 15.7.2022 n. 91, ha previsto un contributo a fondo perduto a favore delle piccole e medie imprese nazionali finalizzato a far fronte alle ripercussioni economiche negative derivanti dalla crisi internazionale in Ucraina, che si sono tradotte in perdite di fatturato causate dalla contrazione della domanda, dall’interruzione di contratti e progetti esistenti e dalla crisi nelle catene di approvvigionamento.

Sono stati definiti i termini e le modalità per la presentazione della domanda di accesso all’agevolazione e fornite le indicazioni operative in merito alle modalità di erogazione del contributo.

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono beneficiare del contributo in esame le PMI, aventi sede legale od operativa nel territorio dello Stato e regolarmente iscritte e attive nel Registro delle imprese, che hanno:

  • realizzato negli ultimi 2 anni operazioni di compravendita di beni o servizi, ivi compreso l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati, con l’Ucraina, la Federazione russa e la Repubblica di Bielorussia, pari almeno al 20% del fatturato aziendale totale;
  • sostenuto un costo di acquisto medio per materie prime e semilavorati nel corso dell’ultimo trimestre antecedente al 18.5.2022 (data di entrata in vigore del DL 50/2022) incrementato almeno del 30% rispetto al costo di acquisto medio del corrispondente periodo del 2019 ovvero, per le imprese costituite dall’1.1.2020, rispetto al costo di acquisto medio del corrispondente periodo del 2021;
  • subito nel corso del trimestre antecedente al 18.5.2022 un calo di fatturato di almeno il 30% rispetto all’analogo periodo del 2019.

Ai fini della quantificazione della riduzione del fatturato rilevano i ricavi.

Determinazione dell’ammontare del contributo

Le risorse finanziarie destinate all’agevolazione, pari a 120 milioni di euro, sono riconosciute alle imprese in possesso dei requisiti per un importo calcolato applicando una percentuale alla differenza tra:

  • l’ammontare medio dei ricavi relativi all’ultimo trimestre antecedente al 18.5.2022;
  • e l’ammontare dei medesimi ricavi riferiti al corrispondente trimestre 2019.

Tale percentuale è determinata come segue:

  • 60%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 5 milioni di euro;
  • 40%, per i soggetti con i suddetti ricavi superiori a 5 milioni e fino a 50 milioni di euro.

Per le imprese costituite dall’1.1.2020, il periodo d’imposta di riferimento è quello relativo all’anno 2021.

L’agevolazione non può superare l’ammontare massimo di 400.000,00 euro.

MODALITÀ E TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE

Le istanze devono essere presentate:

  • in via telematica, attraverso la piattaforma online resa disponibile sul sito Internet di Invitalia (www.invitalia.it);
  • mediante l’apposito modello fac-simile reso disponibile sul medesimo sito Internet.

L’accesso alla procedura informatica:

  • avviene mediante l’identificazione e l’autenticazione tramite SPID, carta nazionale dei servizi (CNS) o carta di identità elettronica (CIE);
  • è riservato ai soggetti rappresentanti legali dell’impresa richiedente, come risultanti dal certifi-cato camerale; il rappresentante legale, previo accesso alla procedura, può conferire ad altro soggetto delegato il potere di rappresentanza per la compilazione, la sottoscrizione digitale e la presentazione dell’istanza.

Al fine della corretta compilazione dell’istanza, il soggetto richiedente è tenuto a:

  • provvedere all’eventuale aggiornamento dei propri dati presso il Registro delle imprese;
  • possedere una PEC attiva, attraverso cui vengono trasmesse le comunicazioni inerenti al pro-cedimento agevolativo da parte del Ministero delle imprese e del Made in Italy.

Termini di presentazione delle istanze

Le istanze vanno presentate dalle ore 12.00 del 10.11.2022 e fino alle ore 12.00 del 30.11.2022.

L’ordine temporale di presentazione delle istanze non determina alcun vantaggio né penalizzazione nell’iter di trattamento delle stesse.

Martedì, 01 Novembre 2022 21:50

Smart Working - procedura per comunicare il lavoro agile

Scritto da

Il Ministero del Lavoro ha comunicato la proroga, dall'1.11.2022 all'1.12.2022, del termine entro il quale i soggetti obbligati e abilitati sono tenuti a effettuare le comunicazioni di lavoro agile secondo le modalità ordinarie definite dal DM 149/2022.

Tale procedura coesisterà, fino al 31.12.2022, con quella semplificata, che consente la trasmissione al Ministero del Lavoro dei soli nominativi dei lavoratori operanti in modalità agile (anche senza accordo individuale) e della data di cessazione dello stesso.

Procedura ordinaria per la comunicazione del lavoro agile

Con il DM 149/2022 è stato adottato il modello concernente le informazioni relative all'accordo di lavoro agile e sono state fornite le istruzioni circa le modalità telematiche di trasmissione dello stesso. Tale modello è composto da 5 sezioni e viene messo a disposizione dal Ministero del Lavoro attraverso il portale dei servizi on line accessibile con SPID e CIE. Il portale consente di comunicare:

- l'avvio del periodo di lavoro agile;

- modifiche e aggiornamenti sui periodi di lavoro agile in corso già comunicati;

- l'annullamento di una sottoscrizione, per eliminare un periodo di lavoro agile precedentemente comunicato;

- il recesso, per i casi di chiusura anticipata dei periodi di lavoro agile.

Coesistenza della procedura ordinaria e semplificata

Data la coesistenza delle due procedure fino al 31.12.2022, il Ministero del Lavoro ha chiarito che:

- con la procedura semplificata possono essere inviate solo le comunicazioni aventi per oggetto periodi di lavoro agile che terminano il 31.12.2022;

- gli obblighi di comunicazione devono essere assolti entro il termine differito dell'1.12.2022, con la procedura ordinaria ex DM 149/2022 qualora lo smart working si estenda oltre il 31.12.2022 e laddove siano stati sottoscritti accordi individuali.

Il decreto MISE 18.10.2022 ha stabilito le modalità e i termini di presentazione dell'istanza di rimborso per l'erogazione del bonus fiere di cui all'art. 25-bis del DL 50/2022, ovvero il contributo, del valore massimo di 10.000,00 euro, erogabile in favore delle imprese per la partecipazione alle manifestazioni fieristiche internazionali di settore organizzate in Italia.

Presentazione telematica

I soggetti ai quali è stato assegnato il buono fiere (elencati nel decreto MISE 7.10.2022) possono presentare al Ministero, esclusivamente per via telematica, attraverso la procedura informatica accessibile nell'apposita sezione del sito www.mise.gov.it, l'istanza di rimborso delle spese e degli investimenti effettivamente sostenuti per la partecipazione alle manifestazioni fieristiche, sulla base del modello reso disponibile sullo stesso sito istituzionale del Ministero.

L'accesso alla procedura informatica prevede l'identificazione e l'autenticazione tramite la Carta nazionale dei servizi ed è riservato ai soggetti rappresentanti legali della società richiedente, come risultanti dal certificato camerale della medesima impresa.

Ai fini del completamento della compilazione dell'istanza di rimborso del buono fiere, al soggetto istante è richiesto il possesso di una PEC attiva, la cui registrazione nel Registro delle imprese è condizione obbligatoria per la presentazione dell'istanza.

Finestra temporale

Le istanze di rimborso potranno essere presentate a decorrere dalle ore 12:00 del 10.11.2022 e fino alle ore 17:00 del 30.11.2022. Non saranno prese in considerazione le istanze di rimborso presentate fuori dai termini, nonché quelle presentate in modo incompleto ovvero con modalità difformi rispetto a quelle previste.

Si ricorda che il buono fiere ha validità fino al 30.11.2022 e che la mancata presentazione della richiesta di rimborso del buono fiere entro tale termine determina la decadenza dal beneficio.

L'istanza si intende perfezionata solo a seguito dell'assolvimento, ove previsto, dell'adempimento relativo all'imposta di bollo di importo pari a 16,00 euro, opportunamente annullata e conservata in originale presso la propria sede per eventuali controlli.

Sabato, 15 Ottobre 2022 17:08

Utility token - Trattamento ai fini IVA

Scritto da

Trattamento degli utility token, che sono legati alla possibilità di acquistare determinati prodotti o servizi. Può accadere, però, che l'acquirente dell'utility token non intenda fruire delle prestazioni offerte, optando, ad esempio, per la detenzione dello strumento a fronte di un incremento di valore dello stesso, o per la sua rivendita al fine di ottenere criptoattività o moneta fiat.

Per quanto attiene agli utility token, la risposta a interpello 12.10.2022 n. 507, aderendo alle indicazioni contenute nei Working paper n. 983/2019 e n. 993/2020, emanati dal Comitato IVA istituito nella Commissione UE, ha fornito un'interpretazione che si discosta in parte dai propri precedenti documenti di prassi e, in particolare, dalla risposta a interpello 28.9.2018 n. 14, nella quale gli utility token venivano sostanzialmente equiparati ai voucher.

Il Comitato IVA ha affermato (WP nn. 983/2019 e 993/2020) che, laddove l'utility token muti la propria natura successivamente all'emissione, assumendo prima la veste di titolo per la fruizione di un bene o servizio e, successivamente, quella di bene di investimento o moneta virtuale, non sarà possibile assimilare lo strumento ai buoni-corrispettivo.

Tale trasformazione non consentirebbe, infatti, il verificarsi delle condizioni previste per l'esistenza di un voucher.

Tale trasformazione non consentirebbe, infatti, il verificarsi delle condizioni previste per l'esistenza di un voucher (in alcuni casi, ad esempio, non sarebbe presente un sufficiente grado di dettaglio dei beni o servizi cui lo stesso token dà diritto o, come nel caso di specie, non sarebbe conoscibile "l'identità dei fornitori che partecipano alla filiera").

Ne discende, quindi, la possibile assimilazione degli utility token ai documenti di legittimazione ex art. 2002 c.c., i quali conferiscono al portatore il diritto di ottenere dall'emittente una prestazione ad un prezzo ridotto rispetto a quello proposto normalmente. La relativa cessione rappresenterebbe una "mera movimentazione finanziaria", non rilevante ai fini dell'IVA.

Nel momento in cui il possessore decidesse di utilizzare il token per l'acquisto del servizio beneficiando del prezzo scontato, l'operazione sarebbe, invece, soggetta a IVA con l'aliquota propria della prestazione ricevuta; in tal caso, occorrerà tener conto sia dello status del committente sia del territorio in cui lo stesso è stabilito.

Sabato, 15 Ottobre 2022 17:08

Utility token - Trattamento ai fini IVA

Scritto da

Trattamento degli utility token, che sono legati alla possibilità di acquistare determinati prodotti o servizi. Può accadere, però, che l'acquirente dell'utility token non intenda fruire delle prestazioni offerte, optando, ad esempio, per la detenzione dello strumento a fronte di un incremento di valore dello stesso, o per la sua rivendita al fine di ottenere criptoattività o moneta fiat.

Per quanto attiene agli utility token, la risposta a interpello 12.10.2022 n. 507, aderendo alle indicazioni contenute nei Working paper n. 983/2019 e n. 993/2020, emanati dal Comitato IVA istituito nella Commissione UE, ha fornito un'interpretazione che si discosta in parte dai propri precedenti documenti di prassi e, in particolare, dalla risposta a interpello 28.9.2018 n. 14, nella quale gli utility token venivano sostanzialmente equiparati ai voucher.

Il Comitato IVA ha affermato (WP nn. 983/2019 e 993/2020) che, laddove l'utility token muti la propria natura successivamente all'emissione, assumendo prima la veste di titolo per la fruizione di un bene o servizio e, successivamente, quella di bene di investimento o moneta virtuale, non sarà possibile assimilare lo strumento ai buoni-corrispettivo.

Tale trasformazione non consentirebbe, infatti, il verificarsi delle condizioni previste per l'esistenza di un voucher.

Tale trasformazione non consentirebbe, infatti, il verificarsi delle condizioni previste per l'esistenza di un voucher (in alcuni casi, ad esempio, non sarebbe presente un sufficiente grado di dettaglio dei beni o servizi cui lo stesso token dà diritto o, come nel caso di specie, non sarebbe conoscibile "l'identità dei fornitori che partecipano alla filiera").

Ne discende, quindi, la possibile assimilazione degli utility token ai documenti di legittimazione ex art. 2002 c.c., i quali conferiscono al portatore il diritto di ottenere dall'emittente una prestazione ad un prezzo ridotto rispetto a quello proposto normalmente. La relativa cessione rappresenterebbe una "mera movimentazione finanziaria", non rilevante ai fini dell'IVA.

Nel momento in cui il possessore decidesse di utilizzare il token per l'acquisto del servizio beneficiando del prezzo scontato, l'operazione sarebbe, invece, soggetta a IVA con l'aliquota propria della prestazione ricevuta; in tal caso, occorrerà tener conto sia dello status del committente sia del territorio in cui lo stesso è stabilito.

I lavoratori autonomi e i professionisti iscritti all’INPS possono presentare la domanda per accedere all’indennità una tantum di 200 euro DL “Aiuti” – attuata con DM 19 agosto 2022 – e per l’integrazione di 150 euro introdotta dal DL “Aiuti-ter”.

Con riferimento all’ambito soggettivo, possono richiedere l’indennità una tantum i:

- lavoratori iscritti alla gestione speciale dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani;

- lavoratori iscritti alla gestione speciale dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali;

- lavoratori iscritti alla gestione speciale per i coltivatori diretti e per i coloni e mezzadri (compresi gli IAP, tuttavia questi ultimi sono esclusi dal beneficio se iscritti alla gestione in argomento per l’attività di amministratore in società di capitali);

- pescatori autonomi;

- liberi professionisti iscritti alla Gestione separata dell’INPS (compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici).

 

Sono destinatari della misura sia i lavoratori iscritti in qualità di coadiuvanti e coadiutori sia i soci di società e i componenti degli studi associati.

 

L’accesso all’indennità di 200 euro è possibile solo in presenza dei seguenti requisiti:

- reddito complessivo nel periodo d’imposta 2021 non superiore a 35.000 euro.

- iscrizione alle gestioni sopra indicate alla data del 18 maggio 2022 e partita IVA attiva e attività lavorativa avviata entro la medesima data.

- aver effettuato, entro il 18 maggio 2022, almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità, con competenza a decorrere dall’anno 2020 (tale requisito non si applica ai contribuenti per i quali non risultano scadenze ordinarie di pagamento entro il 18 maggio 2022).

 

I lavoratori autonomi e i professionisti non devono inoltre aver percepito una delle indennità di cui agli artt. 31 e 32 del DL 50/2022 e non essere titolari di trattamenti pensionistici diretti al 18 maggio 2022.

Fermo restando il possesso dei suddetti requisiti, il lavoratore autonomo o professionista che dichiari nella domanda un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro potrà beneficiare anche dell’integrazione di 150 euro ex art. 20 del DL 144/2022 (per un totale di 350 euro).

 

Operativamente, il lavoratore autonomo o professionista iscritto all’INPS (nonché il professionista con cassa iscritto contemporaneamente anche in una delle gestioni INPS sopra citate) deve presentare all’Istituto di previdenza apposita domanda, già disponibile all’interno del portale INPS al seguente percorso “Prestazioni e servizi”, “Servizi”, “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”. In alternativa, è possibile avvalersi del servizio Contact center multicanale o dei servizi dei Patronati.

La domanda deve essere presentata entro il 30 novembre 2022.

 

Infine, si ricorda che anche per i professionisti con cassa è già possibile la presentazione delle domande utilizzando la specifica procedura predisposta dalla Cassa di appartenenza che permette – nel rispetto di tutte i requisiti previsti dalla disciplina – di richiedere l’indennità di 200 euro e l’integrazione di 150 euro.

Sabato, 24 Settembre 2022 15:09

150 euro per i dipendenti di indennità una tantum

Scritto da

L’indennità spetta anche ad autonomi, professionisti, pensionati e altre categorie. Entrato in vigore il decreto “Aiuti-ter”. Oltre a misure di carattere fiscale, come la proroga e il rafforzamento per i tax credit alle imprese per l’acquisto di energia e gas, il provvedimento introduce un’ulteriore indennità una tantum di 150 euro per il mese di novembre 2022, dopo l’indennità di 200 euro prevista dagli artt. 31, 32 e 33 del DL 50/2022.

Nel dettaglio, l’art. 18 riconosce ai lavoratori dipendenti (esclusi i domestici) un bonus di 150 euro per il mese di competenza novembre 2022, a condizione che la retribuzione imponibile nella competenza del mese di novembre non ecceda l’importo di 1.538 euro.

Il medesimo importo viene poi riconosciuto, per effetto dell’art. 19 del decreto in esame, ai titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi, sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione con decorrenza entro il 1° ottobre 2022. Per poter beneficiare dell’indennità, tali soggetti devono essere residenti in Italia e titolari di un reddito personale assoggettabile a IRPEF, al netto di contributi previdenziali e assistenziali, non superiore a 20.000 euro per l’anno 2021 (invece di 35.000, come previsto per l’indennità di luglio). L’indennità verrà erogata d’ufficio dall’INPS (o altro ente previdenziale qualora il trattamento pensionistico non sia gestito dall’INPS) a ciascun soggetto avente diritto una sola volta, anche nel caso in cui il soggetto percettore svolga attività lavorativa.

L’indennità di 150 euro sarà erogata nel mese di novembre dall’INPS anche ai lavoratori domestici. Il bonus potrà inoltre essere richiesto dai titolari di rapporti di co.co.co. e dottorandi e assegnisti di ricerca, al ricorrere di specifiche condizioni relative ai contratti, all’iscrizione alla Gestione separata e non ad altre forme previdenziali obbligatorie; il reddito derivante dai suddetti rapporti non deve essere superiore a 20.000 euro per l’anno 2021.

Il comma 12 prevede l’erogazione dell’una tantum anche ai lavoratori che nel 2021 abbiano beneficiato di una delle indennità COVID-19, nonché ai collaboratori sportivi e:

- ai lavoratori stagionali, a tempo determinato e ai lavoratori intermittenti che nel 2021 abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giornate. Il reddito derivante dai suddetti rapporti non deve superare i 20.000 euro per l’anno 2021;

- ai lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati e un reddito derivante da tali rapporti non superiore a 20.000 euro per l’anno 2021.

L’indennità in esame spetta poi anche ai lavoratori autonomi occasionali senza partita IVA e agli incaricati alle vendite a domicilio, nonché ai nuclei familiari beneficiari del reddito di cittadinanza.

Infine, con riguardo ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti all’INPS e a casse di previdenza private, si segnala che l’art. 21 del DL in esame incrementa di 150 euro – con conseguente aumento dei limiti di spesa per il 2022 – l’indennità una tantum prevista dall’art. 33 del DL 50/2022, a condizione che, nel periodo di imposta 2021, il lavoratore autonomo o professionista abbia percepito un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro.

Pagina 1 di 13

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Utilizzo dei Cookie

Informazioni generali

I cookie sono piccoli file di testo utilizzati dal dispositivo dell'utente per memorizzare i dati relativi a uno specifico sito; i cookie albergano sul dispositivo dell'utente e vengono esaminati ogniqualvolta l'utente accede nuovamente al sito.
I cookie utilizzati in questo sito sono standard e vengono utilizzati anche per collezionare anonimamente dati che aiutano a migliorare il sito stesso, come ad esempio le statistiche di navigazione dei visitatori.

Tipi di cookie

Di seguito vengono elencati i vari tipi di cookie impiegati in questo sito, e il loro scopo.

- Gestione delle sessioni
Questi cookies sono utilizzati per semplificare la navigazione nel sito e per utilizzare diversi servizi all'interno del sito; tipicamente la loro durata si limita al tempo in cui il browser utilizzato dall'utente rimane attivo, per poi venire eliminati una volta che il browser viene chiusi. Alcuni cookie possono aver bisogno di rimanere più a lungo della singola visita effettuata dal navigatore per mezzo del browser.

- Monitoraggio delle prestazioni
Per migliorare costantemente l'esperienza di navigazione dei nostri utenti, le visite vengono monitorate anonimamente.

- Utilizzo delle funzionalità
Questi cookie memorizzano le preferenze per il Sito, ad esempio la registrazione alla newsletter o la personalizzazione delle impostazioni del sito (ad esempio la lingua preferita).

Gestione delle preferenze relative ai cookie

La maggior parte dei browser (Internet Explorer, Firefox, etc.) sono configurati per accettare i cookie. Tuttavia, la maggior parte dei browser permette di controllare e anche disabilitare i cookie attraverso le impostazioni del browser. Ti ricordiamo però che disabilitare i cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del sito e/o limitare il servizio offerto.

Per modificare le impostazioni, segui il procedimento indicato dai vari browser che trovi alle voci "Opzioni" o "Preferenze".
Puoi scegliere in ogni momento quali cookie accettare e quali rifiutare usando le impostazioni del browser che usi (Google Chrome, Internet Explorer, Firefox...)
Verifica la funzione "guida" del tuo browser per sapere meglio come procedere.
Per saperne di più riguardo ai cookie leggi la normativa.

Ecco una lista dei fornitori di cookie del nostro sito:
Google / Youtube
Google Analytics
Per saperne di più riguardo ai cookie Google / Youtube visita la pagina in merito alla privacy di Google.com e Youtube.com

In futuro, potranno venire aggiunti al nostro sito nuovi servizi comprensivi di cookie: in tal caso, aggiorneremo le informazioni qui fornite per offrirne la relativa spiegazione.

Per ulteriori informazioni sull'uso dei cookie contattaci.

MCA PROFESSIONISTI ASSOCIATI

P.IVA 08513890015