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Tutti i contribuenti che non avevano presentato l’istanza per il contributo previsto dal DL Rilancio ex art. 25 del DL 34/2020, possono presentare le domande per i contributi a fondo perduto dei DL Ristori (“Ristori 1” o “Ristori2”)

Chi ha già presentato l’istanza precedente (DL Rilancio ex art. 25 del DL 34/2020) riceverà il contributo automaticamente (avendone diritto).

È possibile presentare le domande per i contributi a fondo perduto dei DL Ristori dal 20 novembre 2020 fino al 15 gennaio 2021!

 

Contributi Ristori e Ristori-bis

Il Governo con il nuovo DL “Ristori(Ristori 1) n.137 del 28/10/2020 ha riconosciuto un contributo a fondo perduto a tutti quei soggetti che hanno la partita IVA attiva e che dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’allegato 1.

Il contributo a fondo perduto del DL Ristori spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Questo requisito non è però necessario per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019.

Alcuni dei Codici ATECO interessati: Trasporto taxi, gestioni di ski-lift, alberghi, villaggi turistici, case vacanze, bed & breakfast, ristorazione, gelaterie, pasticcerie, catering, organizzazione di convegni e fiere, creazioni artistiche e letterarie, gestione di stadi, piscine, impianti sportivi, palestre e molte attività di organizzazioni.

Naturalmente la lista non finisce qui, perciò vi rimandiamo alla lettura dell’allegato 1 del DL Ristori.

Con l’art.2 del DL 149/2020, DL Ristori-bis (Ristori 2), vengono destinati i contributi esclusivamente ai titolari di partita IVA che hanno il domicilio fiscale o sede operativa nelle aree caratterizzate da un alto livello di rischio (le regioni “rosse”) ed esercitano come attività prevalente una di quelle che rientrano nei codici ATECO nell’allegato 2 del DL Ristori-bis.

Alcune delle attività interessate dal DL Ristori-bis sono: Grandi magazzini, varie attività di Commercio al dettaglio, Agenzie matrimoniali, Attività di tatuaggio e piercing, Servizi di manicure e pedicure, Servizi degli istituti di bellezza.

 

Modalità di presentazione dell’Istanza

L’istanza oltre ai dati identificativi del soggetto e del rappresentante legale, deve contenere ammontare di ricavi e compensi nel 2019, ammontare fatturato mese di aprile 2019 e del mese di aprile 2020, IBAN e Codice Fiscale.

L’Agenzia delle Entrate eroga il contributo sulla base delle informazioni contenute nell’istanza mediante l’accredito diretto sul conto corrente del beneficiario.

 

Come vengono calcolati i contributi

L’ammontare del contributo viene determinato calcolando in primo luogo la differenza tra ammontare di fatturato e corrispettivi di aprile 2020 e quello di aprile 2019. Al risultato, vengono applicate le percentuali di seguito riportate.

  • 20% per i soggetti con ricavi/ compensi nel 2019 minore di 400.000€
  • 15% per i soggetti con ricavi/ compensi nel 2019 compreso tra 400.000€ e fino a 1 milione di euro
  • 10% per i soggetti con ricavi/ compensi nel 2019 superiore a 1 milione di euro

Infine, il risultato del calcolo viene moltiplicato per la percentuale presente negli allegati (da 50% al 400% nel DL Ristoro e 200% nel DL Ristoro-bis).

L’ammontare del contributo, tuttavia, non può essere superiore a 150.000€

L’ammontare minimo dei contributi è riconosciuto ai soggetti spettanti per un importo non inferiore a 1.000€ per le persone fisiche e di 2.000€ per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

 

Per informazioni su come presentare la domanda contattaci a info@mca-associati.com

Il decreto Agosto (art. 59 del DL 14.8.2020) prevede uno specifico contributo a fondo perduto per tutte quelle attività economiche e commerciali che sono situate nei centri Storici dei Comuni Turistici.

I soggetti destinatari del contributo a fondo perduto sono i soggetti che svolgono un’attività d’impresa con la vendita di beni e/o servizi al pubblico nelle zone dei Centri Storici. 

Il criterio preso in esame per la scelta dei comuni interessati dal Contributo a Fondo Perduto è legato alla percentuale di presenza dei turisti stranieri rispetto ai residenti nei Comuni. Tra i Comuni interessati nel seguente decreto ci sono: Venezia, Verbania, Firenze, Rimini, Siena, Pisa, Roma, Como, Verona, Milano, Urbino, Bologna, La Spezia, Ravenna, Bolzano, Bergamo, Lucca, Matera, Padova, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Napoli, Cagliari, Catania, Genova, Palermo, Torino e Bari, per un totale di 29.

 

Condizioni per accedere al contributo

Per poter beneficiare del contributo a fondo perduto, gli esercenti di attività nei comuni interessati devono aver subito un calo del fatturato di almeno 2/3 nel mese di giugno 2020 rispetto a quanto è stato realizzato nel mese di giugno del 2019.

NB: possono beneficiare del contributo anche i soggetti che hanno iniziato l’attività d’impresa dall’1/7/2019 nei comuni della Zona A. Mentre, tale contributo non spetta a chi ha iniziato l’attività dall’1/07/2020.

 

Ammontare del contributo

L’ammontare del contributo viene suddiviso in 3 fasce, applicando una percentuale alla differenza del fatturato tra l’ammontare di giugno anno 2019 e l’ammontare di giugno anno 2020.

Il 15% spetta ai soggetti con ricavi / compensi nel 2019 inferiori a 400.000€. Il 10% spetta ai soggetti con ricavi/ compensi nel 2019 tra i 400.000€ e 1 milione di euro. Mentre il 5% spetta a coloro che hanno avuto ricavi/compensi nel 2019 superiori a 1 milione di euro.

Viene garantito anche un contributo minimo, ai soggetti che soddisfano i requisiti. Spetta un minimo di 1.000€ alle persone fisiche e 2.000€ ai soggetti diversi dalle persone fisiche. L’ammontare massimo del contributo a fondo perduto è di 150.000€.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini IRAP e non viene rilevato ai fini dei rapporti di deducibilità delle spese generali e degli interessi passivi.

 

Come Presentare l’istanza per ricevere il contributo a fondo perduto

Per accedere al contributo bisogna presentare l’istanza apposita all’Agenzia delle Entrate, secondo le modalità previste dal provv. 12.11.2020 n. 352471.

In linea generale, l’istanza da presentare deve contenere i dati identificativi del richiedente e del rappresentante legale, dichiarazione dell’ammontare dei ricavi/compensi anno 2019, dichiarazione dell’ammontare del fatturato giugno 2020 e di giugno 2019, codice catastale del comune, Iban del conto corrente e Codice Fiscale.

L’istanza deve essere presentata in modalità elettronica mediante il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” sul sito dell’Agenzia delle Entrate. L’stanza può essere trasmessa a partire dal 18/11/2020 ed entro il 14/01/2021.

L’agenzia delle Entrate erogherà il contributo a fondo perduto in base alle informazioni che sono state fornite nell’istanza e con l’accredito diretto sul conto corrente bancario inserito al momento della procedura.

Per informazioni su come presentare la domanda contattaci a info@mca-associati.com

 

Giovedì, 28 Febbraio 2019 08:38

ENEA PIU' TEMPO PER COMUNICARE DATI 2018

 ENEA risparmio-energeticoPIU' TEMPO PER COMUNICARE I DATI 2018

L'Enea ha reso pubblico che "è prorogato al 1° aprile 2019 il termine per la trasmissione dei dati, attraverso il sito ristrutturazioni2018.enea.it , per tutti gli interventi di risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili di energia con data di fine lavori nel 2018 (detrazioni fiscali del 50% ex art. 16 bis del DPR 917/86 per le ristrutturazioni edilizie) ".

Si ricorda che il sito https://ristrutturazioni2018.enea.it/index.asp è dedicato esclusivamente agli interventi edilizi e tecnologici che comportano risparmio energetico e/o utilizzo di fonti rinnovabili di energia ammessi alla detrazioni fiscali del 50% ai sensi dell'art. 16 bis del DPR 971/86 e successive modifiche. Il sito consente l'invio delle dichiarazioni per i lavori completati nel 2018.

L'Agenzia delle Entrate ha reso noto che " per gli interventi che comportano un risparmio energetico, la legge di bilancio 2018 ha introdotto l'obbligo di trasmettere all'Enea le informazioni sui lavori realizzati, analogamente a quanto già previsto in materia di detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici. L'invio della documentazione va effettuata, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, attraverso il sito". Solo per gli interventi eseguiti nel 2018 è previsto lo slittamento (dapprima stabilito a 90 giorni a far data dal 21 novembre 2018 - data di messa on line del sito - ed oggi definitivamente prorogata, sentito il MISE, al 1° Aprile 2019).

 

Si ricorda che...

I principali interventi agevolabili riguardano:

  • Gli involucri con riduzione delle dispersioni termiche di pareti verticali (cd. "cappotto") e pareti orizzontali (coperture, pavimenti). Il limite di spese massimo fiscalmente detraibile ammonta ad 60.000 euro (in questo caso l'Agenzia delle Entrate nella Guida sul risparmio energetico ricorda che: "la semplice sostituzione degli infissi o il rifacimento dell'involucro degli edifici, qualora questi siano originariamente già conformi agli indici richiesti, non consente di fruire della detrazione poiché il beneficio è teso ad agevolare gli interventi da cui consegua un risparmio energetico".
     
  • Installazione pannelli solari (limite di spesa fiscalmente detraibile euro 60.000);
     
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale per un valore massimo fiscalmente detraibile pari ad euro 30.000;
     
  • Schermature solari per un massimo di spesa detraibile pari ad euro 60.000;
     
  • Generatori di calore alimentati da biomasse combustibili per una spesa massima fiscalmente detraibile pari ad euro 30.000.

 

Di seguito un interessante articolo sulla presentazione di un Disegno di Legge teso a rendere obbligatorio l'adozione del D.Lgs 231/2001. Tale decreto prevede l'utilizzo di un modello organizzativo e di un organismo di vigilanza per le società di capitali al fine di prevenire gli illeciti all'interno della società stessa. Tale modello fino ad oggi era consigliato anche se diverse Regioni lo richiedono come condizione essenziale per potere lavorare. Inoltre la giurisprudenza tende sempre più spesso a condannare gli amministratori che non si sono attiviti per l'utilizzo del modello 231 a risarcire l'ente della sanzione pecuniaria comminata ai sensi dell'art. 10 del medesimo decreto Legislativo.

 

Noi siamo disponibili, attraverso un network di professionisti esperti della materia, a fornire tutte le indicazioni e assistenza necessaria alla formazione del modello organizzativo e dell'organismo di vigilanza.

 

Mercoledì, 14 Novembre 2018 15:43

Sclete trasparenti evitano le sanzioni 231/01

Il Ddl anticorruzione prevede un inasprimento delle misure previste dal Dlgs 231/01. Il sistema 231 è stato creato con lo scopo di prevenire la commisione dei reati da parte delle imprese, stimolandole ad appronate misure organizzative adeguate a prevenire il verificarsi di tali atti. Questo articolo spiega bene come raccogliere questa opportunità attraverso un analisi meticolosa dei processi dai quali sarà poi opportuno, tramite l'ausilio di professionisti comptenti in vari campi legali e fiscali, disegnare e predisposporre vestiti su misura per le aziende. Qualora vi fosse interesse, attraverso una competente rete di professionisti siamo in grado di offrire questo tipo di attività "su misura".

 

 

 

Lunedì, 15 Ottobre 2018 18:43

Chi perde paga

Mi è capitato più volte durante vari contenziosi tributari che alla fine, pur vincendo la lite, il giudice decidesse per la compensazione delle spese. In alcuni casi la compensazione è stata giustificata dalla difficoltà interpretativa della norma oggetto di giudizio ma, visto e considerato che un buon professionista deve consigliare i propri clienti di prendere in considerazione la via del contenzioso solo quando vi siano delle buone possibilità di vincere, trovo estremamente ingiusta la non applicazione della regola "chi perde paga" da parte dei giudici.
Ad onor del vero ultimamamente viene applicata un po' di più e finalmente anche la Cassazione si è schierata per tale orientamento considerando la compensazione delle spese una violazione del diritto di difesa del contribuente.

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 15:36

Crescita dei paesi balcanici

I nostri ultimi post in tema di internazionalizzazione, la crescita dei paesi balcanici

 

https://www.facebook.com/mcaprofass/photos/a.430369623835552/907888479416995/?type=3&theater

ULTIMI CHIARIMENTI IN TEMA DI FATTURA ELETTRONICA
L’avvicinarsi del 1° luglio 2018, data a partire dalla quale entra in vigore l’obbligo di emissione della fattura elettronica per le cessioni di carburanti per autotrazione nonché per le prestazioni di subappalto nell’ambito degli appalti pubblici, porta con sé l’inevitabile produzione di chiarimenti nonché di provvedimenti attuativi necessari alla corretta applicazione del nuovo obbligo normativo.
Dopo la pubblicazione della circolare n. 8/E dello 30 aprile 2018, già commentata nella informativa presente nel numero dello scorso mese di maggio, la stessa agenzia delle entrate è intervenuta nuovamente in occasione del recente Videoforum organizzato da Il Sole 24Ore il 24 maggio 2018 per fornire ulteriori chiarimenti applicativi.
Riportiamo di seguito le precisazioni fornite dall’Agenzia delle entrate. DOMANDA RISPOSTA: 

Conservazione in formato pdf
D. Per le fatture elettroniche tra privati si chiede conferma che la sostanza prevale sempre sulla forma, ossia il contenuto è sempre prevalente rispetto alle modalità di conservazione del documento. Quindi si potrà sempre continuare a conservare la fattura in pdf in luogo del formato Xml della fattura elettronica?
R. L'articolo 23-bis del Cad (Codice dell'amministrazione digitale), al comma 2 stabilisce che “le copie e gli estratti informatici del documento informatico, se prodotti in conformità alle vigenti regole tecniche di cui all'articolo 71, hanno la stessa efficacia probatoria dell'originale da cui sono tratte se la loro conformità all'originale, in tutte le sue componenti, è attestata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato o se la conformità non è espressamente disconosciuta. Resta fermo, ove previsto, l'obbligo di conservazione dell'originale informatico”. Pertanto, l'operatore potrà decidere di portare in conservazione anche la copia informatica della fattura stessa in formato pdf, contemplato tra i formati che il D.P.C.M. 3 dicembre 2013 considera idonei a fini della conservazione.

Momento di emissione e scarto della fattura
D. Gli operatori sono abituati ad emettere a momento della cessione di beni una fattura immediata. In relazione al fatto che la veicolazione al Sistema di interscambio (Sdi) e la relativa emissione della fattura elettronica è asincrona rispetto al momento di consegna del bene, questo documento immediato si può ancora emettere? Che valore ha?
R. Ai punti 2.3 e 2.4 del provvedimento del direttore dell'Agenzia protocollo n. 89757/2018 del 30 aprile 2018, è stabilito che:
“2.3 Per ogni file della fattura elettronica o lotto di fatture elettroniche correttamente ricevuti dal SdI, è fornito riscontro con le modalità descritte nell'allegato A del presente provvedimento”.
“2.4 Il SdI, per ogni file della fattura elettronica o lotto di fatture elettroniche correttamente ricevuti, effettua successivi controlli del file stesso. In caso di mancato superamento dei controlli viene recapitata - entro cinque giorni - una "ricevuta di scarto" del file al soggetto trasmittente sul medesimo canale con cui è stato inviato il file al SdI. La fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI si considerano non emesse”.
Inoltre, ai punti 4.1, 4.2, 4.3 e 4.4 del medesimo provvedimento è chiarito che, in caso di esito positivo dei controlli e di consegna ovvero messa a disposizione (nell'area riservata del cessionario/committente) della fattura elettronica, la fattura si considera emessa e “la data di emissione della fattura elettronica è la data riportata nel campo "Data" della sezione "Dati Generali" del file della fattura elettronica, che rappresenta una delle informazioni obbligatorie ai sensi degli articoli 21 e 21-bis, D.P.R. 633/1972”.
Tanto premesso, sulla base delle disposizioni sopra riportate è possibile affermare che, ferme restando le previsioni dell'articolo 21, comma 4, D.P.R. 633/1972, la fattura elettronica deve essere trasmessa al SdI al momento dell'effettuazione dell'operazione determinata a norma dell'articolo 6, D.P.R. 633/1972.
Qualora la fattura elettronica superi i controlli e venga consegnata o messa a disposizione dal SdI, il documento si intende emesso con la data riportata nella fattura stessa: pertanto, sarà rispettato il dettato normativo del citato articolo 6.
Nel caso in cui la fattura elettronica non superi i controlli eseguiti dal SdI, la fattura è scartata e si considera “non emessa”. Conseguentemente, fermo restando che la data di trasmissione della fattura elettronica al SdI è nota e mutuando le consolidate regole previste per le dichiarazioni e le comunicazioni all'Agenzia delle Entrate, l'emittente avrà cinque giorni di tempo per trasmettere al SdI la fattura elettronica corretta senza incorrere nella violazione delle disposizioni dell'articolo 6, D.P.R. 633/1972.

Trasferimento dati in Edi
D. Il trasferimento dei dati in Edi (Electronic data interchange) continuerà a sopravvivere? In quale momento e con quali modalità e con quali contenuti bisognerà inviare i dati al sistema di interscambio?
R. Il processo di fatturazione elettronica regolamentato dal provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018, in attuazione delle disposizioni dell'articolo 1, D.Lgs. 127/2015 (come riportato nell'articolo 1, comma 909, L. 205/2017), lascia piena libertà agli operatori di continuare a utilizzare processi di trasferimento dati Edi, sfruttando anche i servizi oggi offerti da provider e intermediari. Ciò che occorre tener presente è che, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, D.Lgs. 127/2015, la fattura valida ai fini fiscali è quella trasmessa al SdI e per la quale il Sistema fornisce all'emittente la ricevuta che attesta la consegna o la messa a disposizione nell'area autenticata dell'agenzia delle Entrate. Conseguentemente, i sistemi Edi potranno integrare i flussi delle fatture elettroniche xml e le conseguenti ricevute trasmesse dal SdI al fine di consentire all'emittente e al destinatario delle fatture la corretta gestione fiscale delle stesse.

Fattura emessa da soggetto estero
D. In caso di fuel card emessa da un soggetto estero non residente e non identificato in Italia il soggetto passivo nazionale deve ricevere e gestire fattura elettronica?
R. Alla luce dell'articolo 1, comma 3, D.Lgs. 127/2015, così come modificato dall'articolo 1, comma 909, L. 205/2017, la fatturazione elettronica non coinvolge soggetti diversi da quelli residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato. Si osserva, peraltro, che laddove la fuel card non sottintenda un formale contratto di netting (circolare n. 42/E/2012) ma consenta l'acquisto di carburante presso soggetti diversi dall'emittente, ovvero di più prodotti con aliquote differenti, si avrà comunque un semplice documento di legittimazione, la cui cessione non è soggetta a Iva in forza dell'articolo 2, comma 3, lettera a), D.P.R. 633/1972 e, conseguentemente, a quello di fatturazione (si veda circolare n. 8/E del 30 aprile 2018, punto 2.1.1). Va in tutti i casi rilevato che, in tale ultima ipotesi, al momento della cessione materiale del carburante, l'esercente dell'impianto di distribuzione ubicato in Italia dovrà documentare la stessa con fattura elettronica (qualora avvenga nei confronti di un soggetto passivo d'imposta).

Rapporti con l’estero
D. Si possono trasformare le fatture emesse e ricevute dall'estero in fatture elettroniche inviandole attraverso lo SdI in modo da adempiere all'obbligo mensile di comunicazione?
R. La risposta è affermativa con riferimento solo alle fatture emesse verso soggetti esteri. Infatti, il punto 9.4 del provvedimento del 30.4.2018 stabilisce che: “Per le sole fatture emesse, le comunicazioni di cui al punto 9.1 (ossia relative a "operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato") possono essere eseguite trasmettendo al sistema dell'Agenzia delle entrate l'intera fattura emessa, in un file nel formato stabilito al punto 1.3 e compilando solo il campo "CodiceDestinatario" con un codice convenzionale indicato nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento”.

 

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Giovedì, 26 Aprile 2018 12:09

FLA TAX SCHEME FOR NEW RESIDENTS

THE FLAT TAX SCHEME FOR NEW RESIDENTS

 

The subsidized and optional regime for new residents is aimed exclusively at persons who decide to transfer their fiscal residence in Italy and consists in the possibility to pay a flat tax rate on foreign income, as an alternative to the ordinary taxation. They can choose this regime, which has a maximum duration of 15 years, regardless of their nationality. In fact, access is allowed to both foreigners and Italians, providing they have been fiscally residing abroad for, at least 9 of the last 10 previous tax periods starting from when the selection begins to be effective.

 

Italian citizens deleted from the registry office of the resident population and transferred to States or territories with a preferential tax regime ("tax havens" – Dm 4 May 1999) can also join the scheme. However, they must be able to overcome the presumption of residence in Italy.

 

THE EXTENSION TO THE RELATIVES

Who exercises the option to the flat tax scheme may request to extend its efficiency to one or more of the following family members:

• your spouse or civil union partner;

• children, including adopted ones, and, in their absence, the next descendants;

• parents and, in their absence, the next ascendants;

• the adoptive parents

• sons and daughters-in-law;

• parents-in-law;

• brothers and sisters.

Family members must also move their residence in Italy for the subsidized scheme to be effective.

 

FOREIGN SOURCE INCOME INCLUDED IN THE SCHEME

Only income that the neo-resident produces abroad may be subject to flat tax. The income produced in Italy are taxed according to the ordinary rules of the Italian legislation.

Foreign source income included in the scheme:

• self-employment income derived from activities exercised abroad;

• income from a business carried on through a permanent establishment abroad;

• employment income paid abroad;

• income from a property that the neo-resident owns abroad.

These include:

 • the interests arising from foreign bank accounts to the neo-resident;

 • capital gains that the neo resident carries out following the sale of non-qualified shares in foreign companies.

 

FOREIGN INCOME EXCLUDED FROM THE SCHEME

Capital gains from the sale of qualified shares (held in non-residents companies and entities) made by neo-resident during the first 5 years of application of the flat tax scheme are excluded from the scheme itself. Then, in the event of a sale of the share before the expiry of the five-year period, the appreciation (capital gains) is subject to the ordinary tax regime provided for by Italian legislation.

Incomes coming from one or more foreign Countries may be excluded from the application of the flat tax. In this case, the taxpayer (neo resident) may choose to subject to ordinary income taxation incomes coming from certain jurisdictions (cherry picking clause). This choice must necessarily relate to all the income produced in the excluded country or territory.

 

THE REQUEST TO IRS

Those who are interested in the flat tax scheme may contact Italian IRS to have an opinion on whether the conditions required for access subsist. The request for clarification can be made through a specific instance of questioning, which can be filed even when the person concerned has not yet transferred his residence in Italy. It is unacceptable, however, the instance of private letter ruling submitted after the exercise of the option for the flat tax scheme.

 

IRS ANSWER TO QUESTIONING

the IRS responds to the instance within 120 days of his receipt (except for the possibility to get an integration document review), stating its opinion on the existence of conditions for access to the flat tax scheme. The response to the questioning is not binding for those who presented (nor it is open to challenge), while it is binding on every organ of the Inland Revenue, for the specific case and to the person who requested the questioning. Therefore, any negative response does not prevent the interested party to opt for access to the scheme

 

HOW TO EXERCISE THE CHOICE

The choice to the flat tax scheme on foreign income has to be made in the tax return for the tax year in which taxpayers have transferred their fiscal residence in Italy or in the tax return for the next tax period. 

Whether an instance for questioning was presented (for the main taxpayer or for the family), in the tax return will be given minimum information. If, on the other hand, an instance has not been presented to the IRS, you can still exercise the option directly into the tax return but, in that case, you must state the elements necessary for the detection of the conditions to access the scheme:

• non-resident status in Italy for a time at least 9 over the previous 10 tax years from the commencement of validity of the option;

• the jurisdiction or jurisdictions in which the taxpayer had his last fiscal residence;

• any foreign states or territories for which you intend to exercise the right not to avail of the application of the substitute tax;

• the items required in the checklist listed in the tax return.

If the financial administration, in the control, ensures that they do not use the conditions for the application of the flat tax scheme, the option exerted by the taxpayer will be deemed invalid, with each consequence in the Tax recovery and on sanctions.

 

The option may be validly exercised in the tax return even when, despite having been presented special instance of questioning, taxpayer has not received response from the IRS.

 

THE OPTION FOR FAMILY MEMBERS

The choice to extend to family members the option to the new resident scheme must be made by the taxpayer in the tax return for the tax year in which the family has moved its tax residence in Italy or in the tax return for the next tax period.

 

FLAT TAX PAYMENT

Whoever intends to make use of the flat tax scheme for the neo-residents shall pay a flat-rate income tax calculated at the rate of 100,000 euros for each tax year in which the option is valid, regardless of type and amount of foreign income. If the scheme is extended to family members, the flat tax on foreign income produced by each of them amounts to 25,000 euros. The payment of the tax must be made through the F24 model in a lump sum within the time-limit for payment of the balance of income taxes.

Stakeholders, both as major contributors and as family members, must pay their own sets.

With the payment of the flat tax, taxpayer’s liability due in Italy on foreign source income is completely fulfilled which means, therefore, that he will not have to undergo other taxes.

 

INHERITANCE AND DONATION TAX

Those who have exercised the option are exempted from inheritance and donation tax for the existing assets and rights abroad. In fact, in case of a transfer by inheritance or donation over the duration of the flat tax scheme, inheritance and gift tax payable is limited to goods and rights existing in Italy. The exemption also applies to family members who have been extended the regime.

 

THE DURATION OF THE SCHEME

The scheme ceases, however, after 15 years from the first tax period of validity of the option, without the possibility to ask for a renewal. After the deadline, foreign income is included in the total income of the taxpayer resident and ordinary income tax is payable. In addition, for family members, the effectiveness of any extension of the option ceases, regardless of the period for which they have made use of the scheme.

 

THE WITHDRAWAL

The option for the flat tax may still be revoked before expiration by both main contributor and familiar that has been extended to it. The withdrawal must be carried out with the same conditions as the exercise of the option and will be effective starting from tax period in respect of which the tax return was made.

 

In the event of withdrawal of the main contributor, effects will also be produced against family members who had been extended the option, irrespective of whether they have carried themselves their option possibility. While the withdrawal made for family members will result in the loss of benefit only towards the latter.

 

The withdrawal can be exercised even if the taxpayer has already paid the tax for the same tax period. In this case, the tax already paid but not due, can be used in compensation or request a refund. The main taxpayer which extended to one or more family members the option to the flat tax scheme may decide to revoke this extension, despite wanting to continue using it for himself. Of course, the withdrawal may concern only one, some or all of the family members who use the optional regime and may be manifested in respect of each of them in different tax periods. The family member is obliged to indicate in his tax return withdrawal made against him by the main contributor.

It remains a possibility for the excluded family member to opt for application of flat tax scheme as the main contributor, pouring the amount of 100,000 euros.

Giovedì, 26 Aprile 2018 12:00

IL REGIME "FLAT TAX" PER I NUOVI RESIDENTI

IL REGIME AGEVOLATO PER I NUOVI RESIDENTI

Il regime agevolato per i nuovi residenti è rivolto esclusivamente alle persone fisiche che decidono di trasferire la propria residenza fiscale in Italia e consiste nella possibilità di pagare un’imposta sostitutiva forfettaria dell’Irpef sui redditi prodotti all’estero, in alternativa alla tassazione ordinaria.

Si può scegliere questo regime, che ha una durata massima di 15 anni, a prescindere dalla propria nazionalità. Infatti, l’accesso è consentito sia ai cittadini stranieri sia agli italiani, purché siano stati fiscalmente residenti all’estero per almeno 9 dei 10 periodi d’imposta precedenti rispetto a quello in cui la scelta inizia a essere efficace.

 

Possono aderire al regime anche i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato (“paradisi fiscali” – Dm 4 maggio 1999). Tuttavia, essi devono essere in grado di superare la presunzione di residenza in Italia.

 

L’ESTENSIONE AI FAMILIARI

Chi esercita l’opzione per il regime agevolato può chiedere che la sua efficacia sia estesa anche a uno o più dei seguenti familiari:

• il coniuge o il componente di un’unione civile

• i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi

• i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi

• gli adottanti

• i generi e le nuore

• il suocero e la suocera

• i fratelli e le sorelle.

Affinché il regime agevolato venga esteso ai familiari è necessario che anche essi trasferiscano la propria residenza in Italia.

 

Per quali redditi

Possono essere assoggettati a imposta sostitutiva solo i redditi che il neo-residente produce all’estero. I redditi prodotti in Italia sono tassati secondo le regole ordinarie della normativa italiana.

Rientrano nel campo di applicazione del regime speciale previsto per i neo-residenti:

• il reddito di lavoro autonomo derivante da attività esercitate all’estero

• il reddito derivante da attività d’impresa svolta all’estero mediante una stabile organizzazione

• il reddito di lavoro dipendente prestato all’estero

• il reddito derivante da un immobile che il neo-residente possiede all’estero.

Vi rientrano, inoltre:

• gli interessi derivanti da conti correnti bancari corrisposti al neo-residente da soggetti esteri

• le plusvalenze che il neo-residente realizza a seguito della cessione di partecipazioni non qualificate in società estere.

 

REDDITI ESCLUSI DAL REGIME AGEVOLATO

Al regime dell’imposta sostitutiva non possono essere assoggettate le plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate (detenute in società ed enti non residenti) realizzate dal neo-residente nel corso dei primi 5 periodi d’imposta di applicazione del regime agevolato.

Quindi, in caso di cessione della partecipazione prima della scadenza del quinquennio, la plusvalenza (capital gain) realizzata è assoggettata al regime impositivo ordinario previsto dalla legislazione italiana.

È prevista la facoltà di escludere dall’applicazione dell’imposta sostitutiva i redditi prodotti in uno o più Stati o territori esteri. In pratica, il contribuente ha la possibilità di scegliere di assoggettare a tassazione ordinaria i redditi prodotti in determinate giurisdizioni (cherry picking). Questa scelta deve però riguardare necessariamente tutti i redditi prodotti nel Paese o territorio oggetto di esclusione

 

NA BUSSOLA PER ORIENTARSI: L'INTERPELLO

Chi è interessato all’applicazione del regime agevolato può rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per avere un parere sulla sussistenza delle condizioni necessarie per l’accesso.

La richiesta di chiarimenti può essere formulata tramite una specifica istanza di interpello, che può essere presentata anche nel momento in cui il soggetto interessato non ha ancora trasferito la propria residenza in Italia.

È inammissibile, invece, l’istanza di interpello presentata dopo l’esercizio dell’opzione per il regime agevolato.

 

LA RISPOSTA ALL’INTERPELLO

L’Agenzia delle Entrate risponde all’istanza entro 120 giorni dalla sua ricezione (fatta salva la possibilità di chiedere un’integrazione documentale), comunicando il proprio parere sull’esistenza o meno dei presupposti per accedere al regime agevolato.

La risposta all’interpello non è vincolante per chi l’ha presentata (e non è neppure impugnabile), mentre è vincolante per ogni organo dell’Agenzia delle Entrate, limitatamente al caso concreto e alla persona che ha richiesto l’interpello. Pertanto, l’eventuale risposta negativa non impedisce al soggetto interessato di optare comunque per l’accesso al regime

 

COME SI SCEGLIE

La scelta del regime dell’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero si effettua nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i contribuenti hanno trasferito la loro residenza fiscale in Italia o nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo.

 

COSA INDICARE

Se è stata presentata istanza di interpello (per il contribuente principale o per il familiare), nella dichiarazione dei redditi saranno indicati elementi informativi minimi.

Se, invece, non è stato chiesto preventivamente il parere all’Agenzia delle Entrate, è possibile esercitare comunque l’opzione direttamente nella dichiarazione, ma, in tal caso, è obbligatorio indicare gli elementi necessari per il riscontro delle condizioni per l’accesso al regime:

• lo status di non residenti in Italia per un tempo almeno pari a 9 periodi di imposta nel corso dei 10 precedenti l’inizio di validità dell’opzione

• la giurisdizione o le giurisdizioni in cui il contribuente ha avuto l’ultima residenza fiscale

• gli eventuali Stati o territori esteri per i quali si intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva.

• gli elementi richiesti nella check list riportata nella dichiarazione dei redditi.

Se l’amministrazione finanziaria, in sede di controllo, accerta che non ricorrono i presupposti per l’applicazione del regime dell’imposta sostitutiva, l’opzione esercitata dal contribuente sarà considerata non valida, con ogni conseguenza sul piano del recupero d’imposta e su quello sanzionatorio.

 

ATTENZIONE

L’opzione può essere validamente esercitata in dichiarazione anche quando, pur essendo stata presentata apposita istanza di interpello, non è pervenuta la risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

L’OPZIONE PER I FAMILIARI

La scelta di estendere ai familiari l’opzione per il nuovo regime deve essere fatta dal contribuente principale nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui il familiare ha trasferito la sua residenza fiscale in Italia o nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo.

 

IL PAGAMENTO DELL'IMPOSTA SOSTITUTIVA

Chi intende avvalersi del regime dei neo-residenti è tenuto a pagare un’imposta sostitutiva dell’Irpef calcolata forfettariamente nella misura di 100.000 euro per ogni anno d’imposta in cui è valida l’opzione, a prescindere dal tipo e dall’importo dei redditi prodotti all’estero. Se il regime viene esteso ai familiari il pagamento dell’imposta sostitutiva sui redditi esteri prodotti da ciascuno di essi è pari a 25.000 euro.

Il versamento dell’imposta deve essere effettuato attraverso il modello F24 in un’unica soluzione entro il termine previsto per il versamento del saldo delle imposte sui redditi.

I soggetti interessati, sia in qualità di contribuenti principali sia in qualità di familiari, devono versare autonomamente l’imposta.

Con il versamento dell’imposta si adempie all’obbligazione tributaria dovuta in Italia sui redditi di fonte estera che, pertanto, non dovranno subire altre imposte (sostitutive o ritenute).

 

IMPOSTA DI SUCCESSIONE E DONAZIONE

Per coloro che hanno esercitato l’opzione è prevista, infine, l’esenzione dell’imposta di successione e donazione per i beni e diritti esistenti all’estero.

Infatti, nel caso di trasferimento per successione o donazione nel periodo di durata del regime dell’imposta sostitutiva, l’imposta sulle successioni e donazioni dovrà essere corrisposta limitatamente ai beni e ai diritti esistenti in Italia. L’esenzione riguarda anche i familiari ai quali è stato esteso il regime.

 

LA DURATA DEL REGIME

Il regime cessa, in ogni caso, dopo 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione, senza che sia possibile chiedere un rinnovo.

Dopo la scadenza, i redditi esteri concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente residente e scontano l’imposizione ordinaria Irpef. Inoltre, per i familiari viene meno l’efficacia dell’eventuale estensione dell’opzione, indipendentemente dal periodo per il quale gli stessi hanno fruito del regime.

 

LA REVOCA

L’opzione per l’imposta sostitutiva può essere comunque revocata prima della scadenza sia dal contribuente principale sia dal familiare a cui è stata estesa.

La revoca va effettuata con le stesse modalità previste per l’esercizio dell’opzione e sarà efficace a partire dal periodo d’imposta in relazione al quale è stata fatta in dichiarazione.

ATTENZIONE

In caso di revoca del contribuente principale gli effetti si produrranno anche nei confronti dei familiari a cui era stata estesa l’opzione, a prescindere dal fatto che essi abbiano esercitato autonomamente la loro facoltà di revoca. Mentre la revoca effettuata per i familiari comporterà il venir meno del beneficio solamente nei confronti di questi ultimi.

 

La revoca può essere esercitata anche se il contribuente ha già versato l’imposta sostitutiva per il medesimo periodo d’imposta. In questo caso, l’imposta già versata, ma non dovuta, potrà essere utilizzata in compensazione o richiesta a rimborso.

Il contribuente principale che ha esteso a uno o più familiari l’opzione per il regime agevolato può decidere di revocare questa estensione, pur volendo continuare a fruirne per se stesso.

Ovviamente, la revoca può riguardare uno, solo alcuni o tutti i familiari che fruiscono del regime opzionale e può essere manifestata nei confronti di ciascuno di loro in periodi d’imposta differenti.

Il familiare è tenuto a indicare nella sua dichiarazione dei redditi la revoca operata nei suoi confronti dal contribuente principale. Resta ferma la possibilità per il familiare di optare contestualmente per l’applicazione dell’imposta sostitutiva in qualità di contribuente principale, versando l’importo di 100.000 euro.

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